Il Tirreno

Livorno

Sviene in mare, recuperato sott’acqua da un ex portuale

di Giorgio Carlini
Martina e Mario Pallini, figlia e babbo hanno salvato un ottantenne svenuto in mare
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Martina e Mario Pallini, figlia e babbo hanno salvato un ottantenne svenuto in mare

Livorno, ottantenne si sente male mentre fa il bagno e piomba giù: a soccorrerlo un bagnante che si tuffa, lo recupera e lo porta in salvo. Poi sua figlia medico lo rianima prima dell’arrivo dell’ambulanza

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LIVORNO. Il malore sopraggiunge in mezzo al mare, pochi minuti dopo aver cercato riparo dalla calura estiva con un bel tuffo. E il bagno rigenerante rischia di trasformarsi in tragedia per un 80enne livornese frequentatore dei bagni Pancaldi. L'anziano - Umberto Falleni - perde conoscenza, non riesce a raggiungere la riva distante pochi metri e va giù, sott’acqua. Nella disgrazia, però, ha la fortuna di incrociare il destino con una famiglia che si sta godendo le ore del pranzo al mare, poco lontano dal punto in cui lui, di fatto, sta per morire: un babbo e una figlia che in modi diversi, ma con due interventi entrambi tempestivi, gli salvano la vita. Lui si tuffa, si immerge, lo recupera e lo riporta a riva prima che sia troppo tardi. Lei - medico - gli presta le prime cure sul posto, permettendogli di tornare a respirare dopo avergli fatto espellere tutta l'acqua che aveva ingerito.

È successo ieri poco dopo mezzogiorno. Falleni è uno storico cliente dello stabilimento e un assiduo frequentatore dell’isolotto, una porzione in cemento che guarda la Terrazza, circondata dal mare e collegata al resto della struttura da un ponte di legno. Qui ci si può immergere in tranquillità, lontano dalla confusione che contraddistingue altre zone. Un luogo ideale, insomma, per rinfrescarsi e rilassarsi. Ed è quello che l’ottantenne fa quasi tutti i giorni. Solo che stavolta qualcosa va storto: Falleni viene colto da un malore, forse una sincope. In quel momento si trova proprio dietro all'isolotto: lì il mare non è profondo, ma lui non riesce comunque a raggiungere la scaletta, né a chiedere aiuto. Perde conoscenza, fatica a rimanere a galla e comincia a ingerire acqua.

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Su quella stessa scaletta, intanto, sta risalendo Mario Pallini, portuale in pensione, pure lui cliente dei bagni Pancaldi da anni. Il fato vuole che per un momento, appena prima di tornare sull'isolotto, lo sguardo di Mario ricada sull'anziano signore. «Ho visto quell'uomo nuotare in modo strano - racconta - come se avesse perso l'orientamento, girando quasi su se stesso». Mario si ferma qualche secondo cercando di capire meglio cosa sta succedendo. Dietro di lui c'è un altro signore in procinto di salire: «Mi chiede perché sono rimasto fermo a metà scaletta - prosegue - così gli spiego di aver visto quel bagnante che non mi convinceva per il modo in cui stava in acqua». Poi per un attimo l'anziano sembra come rimettersi in piedi, ma subito dopo piomba di nuovo in acqua, stavolta con la testa verso il basso, per non riemergere più fuori. «Mi sono subito rituffato - ricorda Pallini - Dopo averlo raggiunto l'ho tirato fuori e lui ha iniziato a rimettere l'acqua che aveva bevuto».

Grazie anche all'aiuto degli altri bagnanti (alcuni dei quali si precipitano ad avvisare la direzione e i bagnini dello stabilimento) Mario riesce a riportare l'anziano sull'isolotto. Ed è qui che interviene la figlia, Martina Pallini, fresca di laurea in medicina con specializzazione in anestesia e rianimazione. La giovane dottoressa si trova al vicino ombrellone di famiglia, e appena vede il babbo in azione si precipita: non deve neanche attendere che dall'altoparlante la direzione richieda l'intervento di un medico, e questo permette di risparmiare secondi preziosi. L'uomo, nel frattempo, non ha ancora ripreso conoscenza, anzi per qualche istante smette di respirare. La situazione è gravissima, tutti i presenti che si sono radunati intorno all'isolotto pensano al peggio. Martina esegue le operazioni di primo soccorso: fa stendere Umberto Falleni su un lettino, lo mette su un fianco così da fargli espellere quanta più acqua possibile. Poi gli parla: cerca di fargli riprendere i sensi, mentre prosegue con le manovre di soccorso fino a quando l'anziano, finalmente, non ricomincia a respirare.

Intanto la direzione dei Pancaldi allerta il 118: sul posto giunge un'ambulanza della Misericordia di Antignano, che entra dall'ingresso dello stabilimento e, grazie alle operazioni dei bagnini che sgomberano l'area da sdraio e ombrelloni, arriva fino a pochi metri dal punto in cui Martina sta prestando le prime cure all'anziano. Al bagnante viene subito somministrato l'ossigeno, poi viene caricato sulla barella e trasportato d'urgenza al pronto soccorso, dove si trovava ancora ieri sera in osservazione. Il solo fatto di vederlo respirare di nuovo fa tornare un po' di ottimismo tra lettini e ombrelloni.

Così, dopo la grande paura, tutti i presenti vanno a complimentarsi con padre e figlia. Loro, con modestia e semplicità, rispondono che si sono comportati così come avrebbe fatto chiunque altro al loro posto, sia in acqua che fuori. A tutti, però, resta la consapevolezza del fatto che il loro intervento sia stato provvidenziale.

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