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Uil: «Serve sicurezza» FI: «No agli alibi»

LIVORNO. Continuano le manigfestazioni di cordoglio in città per la morte di Gabriele Petrone. A muoversi sono il mondo del sindacato e quello della politica. In primis la Uiltrasporti che si dice...

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LIVORNO. Continuano le manigfestazioni di cordoglio in città per la morte di Gabriele Petrone. A muoversi sono il mondo del sindacato e quello della politica. In primis la Uiltrasporti che si dice «vicina alla famiglia di Gabriele Petrone per la sua tragica scomparsa, avvenuta mentre svolgeva regolarmente il suo lavoro, sulla nave Urania ferma nel porto di Livorno». Solidarietà anche nei confronti dell'altro lavoratore rimasto gravemente ferito e per tutto l'equipaggio dell'Urania.

La Uil punta sulla importanza della sicurezza a bordo: «Questa morte sul lavoro ed i relativi feriti, rimasti coinvolti in questo grave incidente, ripropongono in tutta la sua drammaticità l'importanza della sicurezza a bordo delle navi e come questo tema debba diventare ancora più centrale e protagonista di quanto lo sia stato fino ad oggi».

«Fermo restando l'inchiesta della Magistratura - conclude il sindacato in una nota - occorre comunque riflettere e valutare un maggior coordinamento tra tutti i protagonisti che operano in ambito sicurezza, a partire da una intensificazione dei controlli da parte degli organi di vigilanza oltre a ulteriori investimenti sulla formazione e prevenzione in ambito sicurezza».

Cordoglio anche da Forza Italia, in particolare da Maristella Bottino, segretaria provinciale, che aggiunge: «Prendiamo atto che dal resoconto dell’accaduto presentato dalla stampa quella che sembra emergere è una situazione di sostanziale promiscuità: la proprietà, la gestione, l'utilizzo, gli appalti, i subappalti, i controlli ma anche il comando nave, chi c'era a bordo e perché, come mai il materiale non era fissato».

Bottino si appella alla magistratura e alla politica: «Vista la dichiarazione dell’Autorità Portuale di voler “intensificare i controlli”, viene da chiedersi se gli enti preposti (Autorità Portuale, Asl e Capitaneria di porto) siano in grado di svolgere appieno il loro ruolo anche dopo l'acquisizione nel 2003 del Cantiere Navale Fratelli Orlando da parte di Azimut considerando che nella fretta di vendere nessuno, a quel tempo, si è preoccupato di garantire un accesso “non privato” ai bacini dati in concessione. È probabile che la gara per la gestione dei bacini subirà un rallentamento. La città non può permettersi, tuttavia, che questo rappresenti un alibi per sacrificare un progetto di rilancio del lavoro e delle riparazioni navali a Livorno».

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