Il Tirreno

Livorno

Sarà lutto cittadino Il sindaco: non si parli di una fatalità

Nel giorno dei funerali bandiera della città a mezz’asta e saracinesche dei negozi abbassate per un minuto

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LIVORNO. «Non si parli di fatalità, non è concesso», ripete il sindaco Filippo Nogarin. Cordoglio e rabbia, rabbia e commozione. A Livorno sarà lutto cittadino: il Comune ha deciso di proclamarlo per Gabriele Petrone, l'uomo originario di Mugnano (Napoli) che a 38 anni ha perso la vita mentre cercava di fare il proprio lavoro.

La decisione sarà formalizzata oggi, nel corso della riunione della giunta, e dal municipio fanno sapere che il lutto sarà osservato in occasione dei funerali, che con ogni probabilità non saranno celebrati in città ma nel luogo di origine del lavoratore (la data è ancora da definire).

Quel giorno la bandiera di Livorno sventolerà a mezz’asta, mentre l'amministrazione comunale ha già chiesto alle organizzazioni del mondo del commercio di chiudere per un minuto gli esercizi pubblici e i locali di spettacolo, in concomitanza con l'inizio della cerimonia funebre (sarà presente il Gonfalone) e con la sospensione di tutte le attività ludico-ricreative organizzate dal Comune.

I toni delle reazioni istituzionali si ripetono. «La sicurezza nei luoghi di lavoro – intervengono i vertici di Palazzo Civico – rappresenta un elemento imprescindibile e assoluto che assurge a valore immune da ogni logica di mercato e di ricerca del profitto. Livorno è da sempre sensibile ai temi del lavoro e queste tragedie devono indurre a scelte coraggiose e improcrastinabili sull'applicazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, sui controlli e gli investimenti. L'amministrazione intende rendersi promotrice attiva di ogni azione finalizzata a garantire ai lavoratori la massima sicurezza possibile».

Il sindaco Filippo Nogarin parla di «profondo dolore e rabbia»: «Dolore per i familiari di Gabriele Petrone, ai quali vanno le mie più sentite condoglianze» e «rabbia di fronte al verificarsi di un evento inaccettabile come la morte di un uomo sul proprio posto di lavoro».

«Non esistono parole sufficienti – dice il sindaco – per commentare questo duro colpo inferto così profondamente alla nostra comunità, solo a pochi mesi di distanza dall'incidente all'Alto Fondale che costò la vita a un lavoratore filippino». E sottolinea: «Non è concesso parlare di fatalità davanti a episodi come questo...».

«È inaccettabile che si possa morire in queste circostanze: c'è necessità immediata di riflettere collettivamente sul tema della sicurezza su tutti i luoghi di lavoro», ripete anche la vicesindaco Stella Sorgente dopo essere stata al bacino e al pronto soccorso. «L’incidente – le fa eco l’assessore al lavoro, Francesca Martini – apre una ferita profonda nel cuore della nostra comunità che già troppe volte si è trovata davanti a tragedie consumate sui luoghi di lavoro».

Dal palazzo della Provincia interviene anche il presidente Alessandro Franchi: «Difficile trovare in questi momenti parole che non suonino rituali, per questo, in attesa di capire la dinamica dell’accaduto, ribadisco la necessità di fare ogni sforzo affinché la cultura della salute nei luoghi di lavoro si affermi come imperativo per tutti».

Juna Goti

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di Redazione web