Il Tirreno

Livorno

Tragedia in porto, per la Procura è per omicidio colposo: indagini sott'acqua col robot

L'incidente sulla nave Urania
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L'incidente sulla nave Urania

Livorno, i vigili del fuoco da Milano in città con attrezzature tecnologiche per le ricerche in acqua e il controllo della chiglia. La pm ha nominato due consulenti: un medico legale e un ingegnere per ricotruire l'incidente a bordo della nave Urania

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LIVORNO. Un robot immerso nelle acque dove si trova il bacino galleggiante per un'ispezione allo scafo della nave. Si sono svolte giovedì mattina 27 agosto le prime operazioni di verifica della parte immersa della nave Urania. Ad operare il personale dei sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno, con il
contributo dei colleghi del Comando di Milano. In azione un robot subacqueo R.O.V. ((Remote Operate Veichol)) in dotazione al Nucleo della città lombarda.
In tutto sono scese in campo otto unità sommozzatori e sei unità vigili portuali, con due mezzi nautici e coordinate da tre funzionari. Obiettivo: verificare le condizioni di appoggio della chiglia della nave alle strutture del bacino. Le ricerche proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Intanto sempre giovedì mattina è avvenuto il riconoscimento della salma di Gabriele Petrone, 39 anni,  di Mugnano (Napoli),  morto nella tragedia dell'Urania a causa della sbandata della nave.Il corpo si trova nella camera mortuaria dell'ospedale in viale Alfieri, in attesa dell'autpsia. I suoi cari sono arruivati in città da Napoli la mattina presto di mercoledì 26 agosto. Grande il dolore e enorme il cordoglio da parte di tutti i colleghi e dell'intera città.

Migliorano intanto le condizioni di Crocifisso Incorvato, siciliano di 45 anni, rimasto gravemente ferito a seguito dell’incidente. L’uomo è stato operato di urgenza nella notte a seguito di fratture importanti agli arti inferiori ed è attualmente ricoverato in Rianimazione. L’intervento è riuscito e il referto medico prevede una prognosi di 30 giorni. E’ stato dimesso nella mattina di mercoledì, invece, l’ultimo dei feriti che era stato trattenuto nell’osservazione breve del pronto soccorso per accertamenti precauzionali. Complessivamente sono state visitate dieci persone coinvolti nell’incidente con prognosi variabili dai 5 ai 30 giorni.

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L’Als 6 esprime "le proprie condoglianze alla famiglia dell’operaio deceduto per il quale niente hanno potuto gli sforzi profusi da tutto il personale, sanitario e non, prontamente intervenuto sul luogo dell’incidente". L'Asl ringrazia anche il suo personale. 

La morte di Petrone ha sconvolto tutti. L'elettricista  è stato investito da pesanti materiali e suppellettili che si trovavano in coperta, riportando una sindrome da schiacciamento che lo ha ucciso. Per verificare in ogni caso le cause  sarà disposta nei prossimi giorni dal pubblico ministero  Antonella Tenerani, che ha in mano il fascicolo, anche l'autopsia sul corpo del marittimo.

Sia la nave che il bacino sono stati posti sotto sequestro, mentre si sta acquisendo tutta la documentazione relativa ai progetti di lavorazione della nave. Inoltre la procura ha incaricato due consulenti, un medico legale e un ingegnere, di effettuare le prime verifiche, i quali verranno nominati in seguito al momento in cui ci saranno eventuali indagati. Agli inquirenti servir ancora qualche giorno per capire la dinamica precisa dell'incidente avvenuto nella serata di martedì 25 agosto all'interno del bacino del cantiere Azimut Benetti.

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Sulle cause, infatti, fino a quando non si potr andare in acqua sotto lo scafo per verificare che cosa sia successo con precisione,  possibile fare solo ipotesi. Mentre si stavano effettuando delle verifiche sulla tenuta dello scafo, avrebbe ceduto una tacca di sostegno del bacino, che ha poi provocato la successiva sbandata della nave.

Intanto nella mattinata di mercoledì 26 agosto, in porto è andato in scena lo sciopero nello sconforto e nel dolore, dei lavoratori dei cantieri Benetti di Livorno.    Alla protesta hanno partecipato i 700 lavoratori dei cantieri e delle ditte dell'indotto. "E' inaccettabile andare via da casa e non tornarci perch sei morto sul lavoro", ha detto Maurizio Strazzullo della Cgil di Livorno confidando che "la magistratura accerti il prima possibile le responsabilit, anche per chi dovr continuare a lavorare".   Lo scafo aveva subito delle modifiche di allungamento di alcuni metri ed i lavori, condotti da un'altra ditta che aveva chiesto ai cantieri Benetti l'uso del bacino, si erano conclusi: si  era dunque alle ultime fasi prima del varo.

 "Lo sciopero di oggi - ha spiegato Mirko Lami della Cgil Toscana - era necessario perchè non possiamo pensare di essere macchine, ma uomini. Ora alla magistratura e alla Asl - aggiunge - spetta un compito complicato e importantissimo: quanto accaduto  di una dinamica molto complessa".

 

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