Gioco
"Ora basta, non deve più accadere". Il grido della città dopo l'incidente nel porto di Livorno
I messaggi di cordoglio e le richieste di chiarimento di istituzioni, associazioni e forze politiche dopo che un altro lavoratore ha perso la vita
LIVORNO. Decine i messaggi di cordoglio, e anche le richieste di chiarimento, piovuti in città dopo il tragico incidente che ha visto la morte di un lavoratore nel bacino galleggiante, nel porto di Livorno.
Autorità portuale. A dare un messaggio di solidarietà e vicinanza ai familiari dei lavoratori coinvolti nell’incidente è il presidente dell’Autorità portuale, Giuliano Gallanti, insieme al segretario generale, Massimo Provinciali, e a tutti dipendenti dell’Autorità portuale di Livorno. «Ci uniamo al dolore delle famiglie dei marittimi coinvolti nel terribile incidente – ha detto Gallanti – si tratta di una sciagura che colpisce al cuore la comunità portuale livornese e nazionale. Ora aspettiamo con ansia di conoscere l’esito delle inchieste in corso».
Il cordoglio della giunta comunale. Questo invece l'intervento di cordoglio e vicinanza della vicesindaco Stella Sorgente: "È inaccettabile che si possa morire in queste circostanze: c'è necessità immediata di riflettere collettivamente sul tema della sicurezza su tutti i luoghi di lavoro. Ci stringiamo attorno alla famiglia del lavoratore deceduto ed esprimiamo la massima solidarietà alle famiglie degli altri lavoratori feriti. Ringraziamo la Svs, i vigili del fuoco, la capitaneria, il personale dell'ospedale e tutti coloro che sono intervenuti tempestivamente nel soccorrere i lavoratori. Ci auguriamo che presto si possano chiarire le dinamiche dei fatti ed eventuali responsabilità, sapendo che le autorità preposte si stanno impegnando per questo obiettivo".
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11989682:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/08/26/news/livorno-piange-un-altra-vittima-del-lavoro-la-procura-mette-sotto-sequestro-la-nave-1.11989682]]
Interviene anche l'assessore al Lavoro, Francesca Martini:"Il mio più sentito cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto nel tragico incidente e massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori feriti e alle loro famiglie. L'incidente di oggi apre una ferita profonda nel cuore della nostra comunità che già troppe volte si è' trovata davanti a tragedie consumate sui luoghi di lavoro.Sono ormai troppi gli incidenti che purtroppo continuano a caratterizzare la storia del lavoro, in special modo del lavoro portuale, a Livorno, devono indurre, definitivamente, a scelte coraggiose e improcrastinabili sull’applicazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro, sui controlli e sugli investimenti. Ad ogni lavoratore deve essere costantemente garantita la massima sicurezza possibile".
Cnr: “In merito al tragico incidente avvenuto nel bacino galleggiante Mediterraneo di Livorno, che ha coinvolto la nave oceanografica Urania, il Consiglio Nazionale delle Ricerche esprime il proprio più profondo cordoglio e la propria vicinanza e solidarietà alle famiglie della vittima e dei feriti, continuando a seguire con apprensione gli eventi. Il Cnr noleggia e utilizza da più di vent'anni la nave Urania, con la quale sono state realizzate molte importanti campagne oceanografiche nel Mediterraneo alle quali hanno partecipato ricercatori di diversi Paesi.
Alessandro Franchi (presidente Provincia): “Difficile trovare in questi momenti parole che non suonino rituali, per questo, in attesa di capire la dinamica dell’accaduto, ribadisco la necessità di fare ogni sforzo affinché la cultura della salute nei luoghi di lavoro si affermi come imperativo per tutti”. Il presidente ha inviato un augurio di pronta guarigione ai lavoratori coinvolti nell’incidente ed espresso vicinanza ai familiari della vittima.
Il gruppo M5S in consiglio regionale. I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle esprimono il loro cordoglio per la tragedia. “Mi faccio portavoce del nostro cordoglio per la morte di Gabriele Petrone – scrive il consigliere livornese Enrico Cantone – della nostra solidarietà ai suoi familiari e ai restanti feriti. Sarà compito della magistratura valutare eventuali responsabilità dell’accaduto, ma ci rincresce riconoscere come questo evento tragico confermi la Toscana come seconda regione italiana per persone decedute durante la loro attività lavorativa, con 39 vittime da gennaio ad oggi. Trattandosi di una tragedia marittima avvenuta a Livorno – conclude il consigliere Cinque Stelle - è doveroso ricordare che proprio la mia città è stata teatro della più grande strage sul lavoro della storia repubblicana, quella del Moby Prince, dove perirono sul posto di lavoro 65 marittimi, oltre ai 75 passeggeri. Per sapere la verità su questa vicenda abbiamo dovuto stimolare una Commissione d’inchiesta parlamentare 24 anni dopo. Ci auguriamo che per i familiari di Petrone l’attesa sia molto più breve”.
Francesco Gazzetti (consigliere regionale Pd). “Questo è il momento del dolore e del cordoglio: il gravissimo incidente sul lavoro verificatosi in Cantiere lascia senza fiato, un morto e dodici feriti è il terribile, inaccettabile bilancio. Il mio primo pensiero è stato quello di andare subito davanti ai cancelli del Cantiere per esprimere, anche fisicamente, vicinanza e solidarietà. Morire sul lavoro è inaccettabile e Livorno, la Toscana devono ribadirlo con forza. Erano anni che in cantiere non si verificava un incidente così grave, l'attenzione posta in questi anni evidentemente aveva portato a questi risultati: oggi però di fronte a quello che è accaduto siamo senza parole. Davanti ai cancelli del cantiere ho visto passare le tante ambulanze che sono servite a portare soccorso ai feriti e anche i vigili del fuoco che hanno fatto un grandissimo lavoro. Alle autorità preposte spetterà il compito di capire quello che è successo, noi invece dobbiamo impegnarci sin da subito affinché tutto questo non si ripeta mai più. Ai familiari di chi ha perso la vita nella nostra città vanno le mie più fraterne condoglianze, mentre ai feriti va l'augurio di una pronta guarigione. Spero che domani e nei prossimi giorni non si facciano solo minuti di raccoglimento ma che si parli e si dia voce alla voglia di lavoro e di lavoro sicuro”.
Pd di Livorno. “E’ con profonda tristezza e cordoglio – scrivono dalla sede Pd di via Donnini - che l’unione comunale del Pd di Livorno, con il segretario Federico Bellandi e l’intera segreteria, esprime la massima solidarietà e preoccupazione anche per gli altri feriti, auspicando un’immediata e approfondita inchiesta per conoscere le cause ed eventuali responsabilità, sul perché, ancora oggi, si possa morire sul lavoro. Siamo vicini alle famiglie colpite dal grave incidente e garantiamo loro che vigileremo sulle motivazioni che hanno provocato tutto questo”.
Ivano Pozzi (direttivo #BuongiornoLivorno): “La dottoressa Tenerani ha avviato l’inchiesta contro ignoti volta ad accertare le cause della tragedia. Non vogliamo anticipare conclusioni, o ricercare facile consenso, ma la causa primaria la conosciamo bene tutti. Si tratta del sottile condizionamento del profitto che, a volte anche in buona fede, spinge a mettere in secondo piano il valore della sicurezza, a snellire le procedure di controllo che oggettivamente fanno perdere tempo, e quindi denaro. Quello stesso condizionamento che spinge alla parcellizzazione della commessa, agli affidamenti e ai subappalti, in cui si perde l’unicità di prospettiva del controllo. Fintanto che l’organizzazione del lavoro seguirà questo principio, piangeremo ancora vittime. Non basta una bella presentazione a una fiera specializzata, un restyling dell’immagine. Deve ancora arrivare il momento in cui, davanti a una tragedia simile, saremo autorizzati a parlare con certezza di fatalità. #BuongiornoLivorno si stringe attorno allo scomparso e ai suoi familiari, così come ai feriti ai quali augura una pronta guarigione, e chiede che si accertino al più presto le cause della tragedia e si individuino e si puniscano gli eventuali responsabili diretti e indiretti.
Sergio Landi (Lega Nord): “Il primo sentimento è quello di tristezza e solidarietà per le vittime e le loro famiglie. Il secondo è di preoccupazione. Il Cantiere è rimasto la più importante realtà produttiva della città. Che sia una industria competitiva è utile. Che l'utile non prevalga sulla sicurezza è indispensabile per i lavoratori e per l'immagine dello stesso Cantiere. I periti che saranno nominati dalle istituzioni competenti, tribunale e ispettorato del lavoro sapranno accertare se la "fatalità" abbia trovato qualche spiraglio in controlli o misure di sicurezza condotti con non sufficiente adeguatezza e che richiedano un irrobustimento per tutelare al massimo il lavoro delle persone e la stessa immagine di qualità del Cantiere.
Marco Cannito (Città Diversa): "Non è il tempo delle polemiche, ma del dolore per chi è morto, per chi è ferito anche gravemente, per le loro famiglie. Non è il tempo delle accuse, ma dei ringraziamenti ai tanti soccorritori, coraggiosi nel loro dovere. Non è il tempo delle congetture, perché dovranno essere le diverse indagini, che auspico chiare e celeri, a svelarci cause e dinamiche di questa tragedia che ha molti lati oscuri che dovranno essere messi in trasparenza e ripropone tante domande alle quali da tempo non si riesce ad avere risposte vere. Di una cosa sono però certo: nell'era tecnologicamente avanzata per il lavoro, ma anche in cui si mettono più a rischio i diritti dei lavoratori, non è tollerabile andare avanti così. Sono stufo che si continui a far finta di nulla in attesa del prossimo ennesimo incidente. E' per questo che chiedo all'amministrazione comunale che sia proclamato il lutto cittadino. Ma chiedo anche al consiglio comunale di organizzare una sessione dedicata ad affrontare esclusivamente i temi dell'economia e del lavoro con tutte le autorità e le categorie collegate alla sicurezza".
Giovanna Cepparello (presidente consiglio comunale): “Ancora una volta la nostra città è toccata da una grave tragedia sul lavoro. Quel lavoro che dovrebbe assicurare sostentamento e dignità, ma che troppo spesso rivela il suo lato oscuro e carico di pericoli. Alle autorità competenti spetta il fondamentale compito di stabilire la dinamica e le responsabilità di quanto accaduto. A noi tutti, come politici e come cittadini, si impone il dovere di mantenere sempre alta l’attenzione sulla questione della sicurezza sui luoghi di lavoro e di contribuire in ogni modo a promuovere la cultura della prevenzione dei rischi e della tutela della salute di ogni lavoratore. Esprimo le mie sentite condoglianze alla famiglia del Signor Gabriele Petrone, nonché la mia vicinanza a tutti i suoi colleghi rimasti feriti nel tragico incidente”.
Maurizio Strazzullo (Cgil), Giovanni Pardini (Cisl), Miriam Orlandi (Uil): “Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia di Gabriele Petrone, giovane marittimo che ha perso la sua vita nell'incidente mortale sul lavoro presso i Bacini di carenaggio di Livorno, e la nostra vicinanza e solidarietà a tutto il personale dell'equipaggio infortunato. Riteniamo indispensabile che la Magistratura svolga le sue indagini affinchè vengano attribuite le responsabilità di questo infortunio e che la Asl e l'Autorità Marittima verifichi su tutti coloro che hanno il dovere di tutelare la salute dei lavoratori,in modo che la “ cultura alla sicurezza” che ha sempre contraddistinto il nostro territorio sia condivisa e radicata da tutti , istituzioni, datori di lavoro e lavoratori, e con essa si possa affermare e consolidare sempre più la dignità della persona umana. Senza addentrarci nel merito dell’accaduto, dal momento che sarà compito degli organi deputati di fare chiarezza sul caso, ciò che è successo conferma la necessità di non abbassare mai la guardia rispetto a questo tema. Prevenzione e controllo: due parole chiave nella lotta agli incidenti sul lavoro, due necessità che devono sempre più trovare attuazione, senza tralasciare neanche il più piccolo dettaglio in termini di sicurezza e salute. Quello che dobbiamo pretendere e per cui dobbiamo impegnarci tutti, ogni giorno, ciascun per il proprio ruolo, è il rispetto della vita, che in questi casi più che mai corrisponde al rispetto e all’applicazione delle numerose e rigorose norme a tutela del lavoratore perché non si può morire di lavoro”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
