Gioco
Leandro Bartorelli vola sempre più alto e suona con gli U2
“Convocato” per le nozze della figlia di The Edge insieme ad un altro livornese, l’x Licantropo Claudio Fabiani
LIVORNO. Suonare con gli U2 al matrimonio della figlia di The Edge a Siena? “Fatto”. Non è un’esperienza da poco quella che i due livornesi Leandro Bartorelli (batterista prodigio, classe 1985) e Claudio “Sax” Fabiani (classe 1966, ex sassofonista dei Licantropi) potranno aggiungere al loro già sterminato curriculum: sabato scorso, a Borgo San Felice, Siena, col loro gruppo “The Robbers” (formato anche da Luca Pachetti di Calci e, per l’occasione, da Matteo De Lucia di Pontedera) hanno suonato al blindantissimo matrimonio della figlia di David Howell Evans (più noto come The Edge), il chitarrista degli U2. E chiaramente, quando si tratta di musica, i componenti degli U2 si sono uniti “alle danze” (in tutti i sensi) trasportati dalla musica del gruppo toscano. “Con The Edge abbiamo eseguito ‘Your Song’ di Elton John, che ha proprio dedicato alla figlia”, spiega Bartorelli ancora in parte sotto shock per l’esperienza, “e il brano dance ‘Celebrate’. Bono ha ballato con noi tutta la sera… Alla fine ci ha fatto un sacco di complimenti. Fantastico. Non ci crediamo ancora”. In particolare, i tre U2 presenti (The Edge, Bono e il bassista Adam Clayton) sono rimasti colpiti dall’esibizione di Leandro al “cajon”, strumento musicale a forma di ‘cassetta’ (traduzione letterale di cajon) di origine peruviana, con il quale Bartorelli è un vero e proprio “demonio” (è anche autore di un personalissimo manuale, “Fire Drum”, per imparare a suonare la batteria da soli e perfezionarsi). Non è un incontro nato per caso, comunque, quello tra Leandro e gli U2 – i cinque si erano già visti diverse volte a Montecarlo. Il nodo è da ricercarsi nella straordinaria carriera di quell’incredibile fenomeno musicale che è Leandro Bartorelli, un bimbo che già a soli quattro anni suonava perfettamente la batteria, ad otto era in televisione con Mike Bongiorno a “Bravo Bravissimo” e prima dei dieci anni era allievo (e pupillo) di Tullio De Piscopo. Leandro, seppur giovanissimo, è noto per essere il “batterista della Formula Uno”, in quanto, diversi anni fa, è diventato l’insegnante privato di Eddy Jordan, padrone della scuderia omonima, la “Jordan”. Da lì, per quel vortice di cose che a volte accadono anche un po’ per magia, per lui e il suo gruppo è stato tutto un susseguirsi di concerti strabilianti (come a Silverstone davanti a ottantamila persone, o a Montecarlo), feste vip, incontri e collaborazioni mozzafiato (nel 2012 Leandro ha suonato coi Pink Floyd, senza contare i duetti con Bryan Adams, Genesis, Dire Straits – solo per citarne alcuni), tutti eventi impressionati per chiunque, ma che per lui, livornese nell’anima e ragazzone sempre con i piedi per terra, sono (quasi) ordinaria amministrazione: “Ci si diverte, via, come dire? Alla grandona”. E ‘alla grandona’ (intendendo un po’ di più di “alla grande”) è diventato anche il suo motto. In effetti, più alla grande di così, è quasi impossibile.
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