Gioco
«Che dolore» I superstiti sotto choc
Rabbia e tante domande in ospedale Una soccorritrice: «Che paura a bordo»
LIVORNO. «Bisogna avvisare le famiglie, e chi ce la fa a parlare con le madri, le mogli, i figli? Oddio che dolore. Come si fa?». È un pianto disperato quello che taglia il silenzio della notte del pronto soccorso. Uno dei feriti della tragedia dell’Urania parla al telefono con i suoi cari, a cui esprime tutta la sua disperazione. Ha appena visto e vissuto immagini terribili, difficili da dimenticare. Ma per fortuna se l’è cavata con lievi contusioni. «Sono sotto choc, è stata una cosa indescrivibile, non ho parole». Poco dopo, dal triage esce un altro collega, si accende una sigaretta. Lo sguardo spento, la voce baritonale. Una notte strana all’ospedale di viale Alfieri. La sala d’aspetto del pronto soccorso è piena di gente, l’astanteria affollata. «Abbiamo da fare, ci sono due codici rossi», dicono a testa bassa e tono sommesso le infermiere super indaffarate. Ci sono i feriti del Bacino galleggiante. E poi ci sono le emergenze consuete. Eppure nessuno parla. Il dolore ha preso il sopravvento, divorando ogni parola, ogni commento.
Gabriele Petrone, 38enne napoletano, se n’è andato: il medico legale David Forni ha effettuato il primo esame sul suo corpo ormai senza vita in banchina. Aveva un gravissimo trauma toracico causato da tutti gli oggetti che gli sono finiti addosso. Crocifisso Incorvato, siciliano di 45 anni, invece, è stato calato dalla nave sul toboga ancora vivo. Ha riportato brutte fratture a spalla, tibia, perone e altre più piccole, ma per fortuna gli organi vitali non sono stati compromessi. Ieri sera i medici hanno deciso di operarlo: dovrà fare tanta riabilitazione, ma se la caverà.
Gli altri dell’equipaggio dell’Urania- tutti uomini dai 35 ai 45 anni - stanno benino, ma sono tutti sotto choc. «Siamo lontani da casa, e in questa situazione la distanza si amplifica», dice un marittimo. «Stare a bordo è stato terribile - aggiunge una soccorritrice: è venuta già tutta la nave. Una cosa folle».
Il sopralluogo dei tecnici delle forze dell’ordine a bordo della nave è proseguito fino a tardi con l’obiettivo di capire la dinamica dell’incidente. In base a quanto appreso, la nave nel pomeriggio di ieri era in fase di messa a secca quando si è evidenziata una falla nella parte sottostante dello scafo, per cui Urania ha cominciato a imbarcare acqua. Per questo i sommozzatori del personale di bordo si erano immersi per la riparazione. Successivamente, proprio nel momento in cui la nave si stava staccando dal bacino per la messa a secca (e quindi per poter galleggiare in autonomia, una tacca del bacino ha ceduto, determinando i bruschi scossoni e poi l’inclinamento dell’Urania.
Nel Cantiere, in serata sono intervenuti la vicesindaco Stella Sorgente, il portavoce del sindaco Andrea Morini, i consiglieri comunali del Pd Alessio Ciampini e Jari De Filicaia, e il consigliere regionale del Pd Francesco Gazzetti. Cordoglio da tutto il Partito democratico nelle note di Federico Bellandi, segretario comunale del Pd, del segretario regionale Dario Parrini. Per oggi è annunciato uno sciopero dei lavoratori.
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