La protesta
Marina diventa una piscina negozi e strade sott’acqua
I danni maggiori lungo la costa: la piazzetta finisce sotto 40 centimetri di pioggia Danni enormi per i commercianti. Il racconto: «Ho nuotato sull’asfalto»
CECINA. Il panettiere Michele Pelosini non ci pensa due volte. Davanti al suo negozio, alle spalle di piazza sant’Andrea, c’è una piscina. E lui si tuffa. «Ho nuotato sull’asfalto», dice. E quel bagno dice più tante parole. Marina di Cecina è in tilt. Alle 10 chiude per allagamento. E così rimarrà per alcune ore, graziata poi dal meteo.
Non si può entrare. Dall’altezza di via Ferrucci il viale della Repubblica è off-limits. Le pattuglie della municipale sbarrano il passo. Chi è dentro può uscire. Gli altri sono costretti a piedi. Si cammina con l’acqua alle caviglie. E lo sguardo al cielo. Nero. Carico di pioggia. A lato ci sono le fosse che separano la ciclabile dal viale della Repubblica. Sono colme d’acqua. Niente scorre e tutto finisce in strada. C’è poco da capire. Il reticolo fognario non riceve. Ad ostacolare i percorso dell’acqua sono anche gli aghi di pino finiti nelle caditoie. E nelle fogne la presenza di sabbia. Lo ammette anche il sindaco di Cecina Samuele Lippi: «Le caditoie sono state pulite ma sono di nuovo piene di aghi di pino e sabbia». Che aggiunge: «Per rendermi conto delle criticità con i miei occhi sono stato in tutti i posti allagati. Si è trattato di una pioggia intensa, concentrata in un lasso di tempo ristretto e come tale è difficilmente gestibile».
La soluzione per un sistema di smaltimento delle acque che si è dimostrato inadeguato arriva a tarda mattina. Viene aperta la cateratta che scarica direttamente nella Cecinella. Il depuratore di Marina non ce la fa a digerire tutta quella massa d’acqua: quasi 39 millimetri in 2 ore. Gli scaricatori di troppo pieno delle fognature miste e del depuratore fanno scattare anche il divieto di balneazione in zona Andalù, nel tratto antistante la foce del fosso. Un atto dovuto, l’ordinanza 26 del 24 agosto. A scopo cautelativo il divieto di tuffi rimarrà in vigore fino a prova contraria. E per questa serviranno le analisi dei tecnici Arpat. «Piazza sant’Andrea è il punto più basso di Marina – dice Lippi – Lì è necessario realizzare un collettore fognario nel tratto che porta al fiume, c’è il progetto e nei prossimi giorni farò il punto con Asa sugli interventi programmati».
I pochi turisti in giro per le vie di Marina fanno di necessità virtù. C’è chi porta a spasso il cane e chi affronta l’acqua alta in costume da bagno. Una quindicina gli interventi per allagamenti gestiti dai vigili del fuoco e dalla protezione civle. «Devono pulire i tombini».
Lo sottolineano i negozianti a ridosso di largo Cairoli. Al bar Il Sole il gazebo è finito sott’acqua. Anche al vicino negozio di souvenir Fibi la scena si ripete. «Non ricordo un temporale così – dice il titolare Persio Filippi –. Trovo inutile stare a dire di chi è la colpa, ci sono cose peggiori». Non la pensano così alle spalle di piazza sant’Andrea. Marcello Cavallini si trova con 15 centimetri d’acqua in casa. «Il problema è che le fogne non tirano – dice –. Ho aperto i tombini, ma l’acqua non defluisce. La fortuna è che la pioggia è cessata dopo un paio d’ore altrimenti chissà che sarebbe potuto accadere». E gli fa eco Fabio Ricci, che ha casa in via Ginori: «Non è la prima volta che ci troviamo in disagi di questa natura». Dalle 10,30 anche l’ufficio postale va in tilt, niente linea telefonica e acqua all’interno. E problemi ci sono anche alla caserma di Villa Ginori. «In 14 anni non ricordo una cosa simile». Carla Seghetta gestisce il circolo Arci e mentre parla ramazza l’acqua che si affaccia nel locale.
Al bar Antichi Sapori per proteggersi dall’acqua hanno sbarrato il passo alle auto con del nastro da cantiere in strada. «Dobbiamo arrangiarci – dice il titolare Giuliano Rossi –. Il passaggio delle auto crea delle onde e ci troviamo con l’acque fin dentro al bar. Anche 20 giorni fa siamo dovuti ricorrere allo stesso sistema». E aggiunge Andrea Bacci della Ristopescheria da Mery: «I disagi si ripetono da sempre. Sistemare le fogne in una località turistica è una priorità».
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