La protesta
Benservito alla mamma di tre bambini
Licenziare un donna separata, madre di tre figli, e assumere al suo posto quattro persone par-time, è un atto discriminatorio. Così il giudice nel febbraio scorso aveva reitegrato la dipendente del...
Licenziare un donna separata, madre di tre figli, e assumere al suo posto quattro persone par-time, è un atto discriminatorio. Così il giudice nel febbraio scorso aveva reitegrato la dipendente del bar della stazione marittima. Al centro della causa, il licenziamento di Michela Marrucci, 45 anni, dipendente prima della Cooperativa Otto Marzo e poi, dalla fine di maggio 2013, della Giesse Ristorazione srl che gestisce il bar ristorante all’interno della Stazione Marittima. «La Srl - si legge - subentrando alla coop, si era presa in carico la sistemazione di tutti i dipendenti con la possibilità di modificarne l’inquadramento». Una promessa che di fatto non era stata mantenuta e che il giudice Francesca Sbrana ha sanato. Peccato che la donna sia stata poi trasferita a Pappiana.
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