Gioco
Sentiero pedonale nel degrado: spreco da mezzo milione
Il percorso costeggia l’acquedotto leopoldino: oggi ponti e staccionate sono fagocitate dalla vegetazione
LIVORNO. “Secondo ponte inesistente a destra, questo è il cammino e poi dritto... poi la strada la trovi da te, porta al sentiero che non c’è”. Parafrasando la canzone di Edoardo Bennato, salta fuori la realtà di quello che resta del sentiero pedonale, realizzato ad hoc per visitare lo storico acquedotto leopoldino.
I caratteristici ponticelli in legno sono ormai un lontano ricordo, ingoiati dalla vegetazione. Così come i passaggi che oggi si possono solo intuire, grazie ai cartelli informativi. Quelli sì, che ancora resistono. A mo’ di sentinelle dello spreco e dell’abbandono, rammentano che là, nel 2001, sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per un percorso di riqualificazione facente parte di un accordo di programma stipulato nel 1998 tra i Comuni di Livorno, Collesalvetti e la Provincia di Livorno. Si trattava di un progetto integrato d’area, teso a valorizzare gli aspetti turistico-culturali dei monti livornesi, ammesso ai finanziamenti della Cee per un ammontare di 900 milioni (delle vecchie lire), su una spesa complessiva di 1 miliardo e 800 milioni.
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Via delle Sorgenti oggi: il sentiero pedonale che parte dalla vicina via di Tramontana è chiuso da una rete metallica, posizionata per evitare discariche abusive nello stradello. Più avanti, sulla strada, spunta il cartello informativo marrone che indica la possibilità di camminare: si tratta, in teoria, di un altro accesso. A destra, del ponticello in legno, si percepisce a fatica la sagoma, tra la vegetazione. A sinistra il sentiero, che avrebbe dovuto costeggiare la serie suggestiva di 42 archi, finisce dritto in un muro di rovi e cespugli impenetrabili.
Anche qui non si passa. Più avanti c’è il secondo ponticello: questo è completamente ingoiato dal verde. I residenti, nonostante il degrado e l’abbandono totale, sono ancora in grado di ricostruire mentalmente quel sentiero, riuscendo ad indicare le pochissime aree dove si intravedono nei rovi resti di ponticelli e passerelle. «Questo sentiero porta al parco del Cisternino, è proprio un peccato averlo visto morire così. L’idea di partenza era buona, creare un percorso per scoprire le nostre bellezze. Invece questo è ciò che resta: solo degrado in quest’area a bosco alle porte della città», lamentano. E su quel che resta del sentiero c’è pure un casottino di proprietà di uno degli enti coinvolti nel progetto: di recente è stato ritinteggiato e trasformato in quella che si potrebbe definire, una “casa dell’amore”.
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A pochi giorni dal taglio del nastro di questo tratto di sentiero pedonale, nell’agosto 2001, l’allora assessore all’ambiente della Provincia, Marco Della Pina, aveva detto: «L’obiettivo è quello di promuovere molteplici attività all’aria aperta, nello splendido verde di questi luoghi e in quest’ottica il sentiero dell’acquedotto leopoldino assume un ruolo fondamentale perché rappresenta un sistema parco che è anche la naturale connessione con il sistema urbano». E nel merito dell’intervento, fu l’architetto del Comune di Livorno, Claudio Visciano a commentarlo: «Per tracciare il sentiero pedonale abbiamo utilizzato terra stabilizzata. Il percorso sarà anche ciclabile, mentre ci sarà l’assoluto divieto di transito per qualsiasi veicolo a motore. Per la costruzione dei tre ponticelli, la loro struttura sarà in cemento armato, ma la passerella sarà completamente in legno lamellare, in sintonia con la tipicità del contesto storico».
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