Il Tirreno

Livorno

Parte la caccia ai depositi delle false griffe

di Andrea Rocchi
Parte la caccia ai depositi delle false griffe

In inverno merce stoccata in case sfitte. I venditori dopo lo scontro con i vigili a Vada: «Solo noi nel mirino»

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ROSIGNANO. «No, non c'è un accanimento contro i venditori abusivi. Semmai c'è un input nazionale di cui teniamo conto ma con attenzione, a volte anche attenuando certe direttive». Eppure sono già dieci, tra luglio e agosto, i blitz contro le false griffe ed il commercio abusivo solo nel comune di Rosignano. Piero Nocchi è l' assessore con delega alla sicurezza. Spiega il perchè di questo «concentrato di operazioni» in numero superiore rispetto, per esempio, ai controlli effettuati a Livorno o in val di Cornia.

«Sono frutto – tiene a sottolineare Nocchi – di un'azione concordata al tavolo della Prefettura che, oltre alle direttive nazionali, raccoglie i segnali di malesssere che ci arrivano da cittadini, commercianti ed associazioni di categoria». Il comune di Rosignano, tra l'altro, diversamente da Cecina dove ancora non è stato aperto, ha iniziato un dialogo con la comunità senegalese teso ad affrontare, insieme, il problema della vendita ambulante regolarizzata sul territorio.

«Il fatto è – dice l'assessore Nocchi – che anche molti dei venditori africani che ormai lavorano da diversi anni sul nostro territorio segnalano l'arrivo in zona di veri e propri pullman che trasportano venditori che arrivano da altre zone e che non si integrano sul territorio».

Però quello che è successo mercoledì sera alla Mazzanta è un campanello d'allarme. Una quarantina di venditori, porlopiù senegalesi, che hanno reagito all'operazione di vigili e finanzieri con rabbia, scagliando al loro indirizzo biciclette e rovesciando cassonetti.

Il responsabile della comunità senegalese Diop Mbaye ha condannato il gesto, ma tra i venditori africani si avvertono preoccupazione ed esasperazione. «Perchè sempre noi, perché non prendono chi produce i falsi?», si lamenta qualcuno.

E proprio sul mercato delle patacche sembra volersi concentrare, d'ora in poi, l'azione del comune di Rosignano dopo il monito che il comante dei vigili urbani locali, Dalida Cosimi, ha inviato alla Prefettura perchè si possano concordare azioni di controllo in alcune aree, ma anche in case sfitte, dove sarebbe stoccata gran parte della merce che i venditori abusivi ripiazzano poi sulle nostre spiagge o in alcuni mercatini. Merce che arriva da Napoli o da un giro di falsi cui starebbero dietro anche produttori cinesi

I numeri parlano chiaro: dagli inizi di luglio ad oggi sono stati sequestrati fino a 837 capi d'abbigliamento, 104 oggetti di arredamento, 2509 giocattoli e articoli elettronici e 1564 tra occhiali, orologi e bigiotteria varia. E questi sono soltanto i dati dei vigili urbani.

Sulla vicenda ha preso la parola anche il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Giovanni Donzelli. Lo ha fatto per dire che si è trattato di «un episodio inqualificabile e inaccettabile, una vera e propria situazione da Far West: i vu cumprà si ribellano contro le forze dell'ordine e se ne vanno via vittoriosi». Per Donzelli tutto questo continuerà a succedere «fino a che non si darà alle forze dell'ordine la possibilità di utilizzare le armi da fuoco per intervenire in caso di aggressione». A giudizio di Donzelli è stato «il buonismo della sinistra» a portare nel nostro Paese «una situazione di illegalità diffusa dalla quale difficilmente potremo tornare indietro se non si decide rapidamente di cambiare rotta».

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