Gioco
Idea per Aamps: scivolà sur mare di debiti cor SUP
L’unico modo per andà avanti è pagaià sulle ‘ambiali per vedé di “SUP-erà” ir momento. Ma, ha’ voglia di remà…
di Claudio Marmugi
Dé. Ora va di moda. Ci fanno le parate, le sfilate, gli addii ar nubilato e anche velli ar celibato. E’ ir SUP (abbreviazione di “Stand Up Paddle” – quarcosa tipo “pagaiata ‘n piedi”), ‘mportato dalle Hawaii a Livorno, tanto siamo più havaiani noi dell’havaiani veri (chè, no, dé, vai, dinne – fa’ vaìni con l’havaiani, sanno assai loro dell’Hawaii). In pratica, si naviga sur mare con la tavola da surf e la pagaia, stando ‘n piedi e (soprattutto) ‘n equilibrio. E si va. Si va avanti. Comunque. Senza macchia e senza paura. Dev’esse’ per questo che ‘n Comune a vedé tanto Sup ‘n giro, da’ Tre Ponti ar Calambrone, n’è venuta un’idea bona per sarvà l’Aamps: provà a navigà sur mare di debiti che cianno cor Suppé, appunto.
Si piglia tutti i milioni di ‘ambiali, di pagherò, di mutui, di ‘nteressi passivi e crediti non riscossi, si buttano ‘n terra ‘n una stanza, si nomina un amministratore cor pallino dello sport e si fa scivolà su’ debiti cor surf e la pagaia. Per vedé se si “SUP-era” ir momento brutto brutto. Per vedé se ci riporta in “SUP-erficie”. Per capì se si dimostra “SUP-er”, ma perdavvero. Sennò, si “SUP-pone”, ci toccherà una cura drastica. Che tanto i debiti delle aziende così, gira e rigira, ricadono sempre sulla ‘ollettività. E a quer punto si spera non siano… “SUP- poste”. Ma vedrai… Che ir posto è sempre vello…
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Dai, abbiamo scampato ir Ferragosto - di Paola Pasqui
Via, anche se è cascato in un giornaccio e ha mangiato la festa a quasi tutti, poteva andare peggio, non vi lamentate troppo. Dio, ir Ferragosto. Intanto il tempaccio ha allontanato molti buontemponi dalle spiagge. Sì, quelli che proprio non sanno sta a vede’ uno che dorme sereno o legge in pace e si sentono in dovere di tirargli un gavettone immenso perché ‘maddé, è Ferragosto, certo sei musone!’. Poi si spera che la suddetta musonaggine vi abbia alienato le simpatie di organizzatori di grigliate presso orti tremendi, in realtà baracche che avevate rivisto solo nei firmi più tragici di Pasolini, tipo ‘Mamma Roma’, di solito situate vicino a carceri, cimiteri, discariche abusive, dove un c’è un confort che sia uno, ma non manca mai un generatore per attaccà la musia der karaoke (oso sperare in voi, amici, che abbiate proposto di cantare madrigali e canzoni della mala milanese, rendendovi odiosi all’intera comitiva che mai più v’inviterà, additandovi come un insopportabile snob, seddiovòle).
E siate felici del crollo delle ideologie e delle religioni, che ha fatto sì che nessun partito o confessione sia ormai così prestigioso da organizzare feste oceaniche alle quali bisogna andà per forza a sovvenzionare, nutrendosi di rostinciane o frittaccio a carissimo prezzo. Insomma, quest’anno seondo me ci si può stare, per il prossimo se ne riparla, tanto capace ci leveranno anche vello.
Ma in che Stato siamo? - di Gino L'Onesto
Lo Stato è debole, è pagliaccio, è anco vigliacco. Se prima non si sapeva (che ridere) ora si sa. I funerali in pompa magna (di Stato?) dell’omino mafioso a Roma dell’artro giorno sono stati uno smacco alla società civile. Come a dire: “Mafia Capitale c’è, c’è ancora e sempre ci sarà, perché qui si può fa’ tutto, la città è nostra, noi siamo i Re di Roma e voi non siete un caxxo”. Di fatto, così è Stato. Si, perché alla solfa che “nessuno sapeva” io non ci ‘redo.
Che era morto si doveva sapé (ci sarà uno preposto a Roma per informassi, no?), che avrebbero dato spettacolo si doveva sapé (hanno affittato una banda, hanno preso un elicottero, che avrà avuto anche dei “piani di volo”). Vorrei provà a andà io a Roma, noleggià un elicottero e sorvolà senza autorizzazioni mezza città (la Capitale d’Italia, no Pappiana provincia di Tremoleto), bloccà ir traffico, tirà i petali, intonà ir tema der Padrino e appende’ manifesti che se ne fregano della legalità, senza contà ir rito religioso raccomandato. Ma lo sai se io arzo ir telefono per anche penzà di farlo m’entra ‘n casa l’Antiterrorismo prima di dì “Pronto?”. E allora, cari Governanti, come si spiega?
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www.pinzoevolo.it - di Consalvo Noberini
Non so voi, ma io ‘on queste zanzare ‘un ce la faccio più. ‘Un ciò più un millimetro di pelle che ‘un sia stata martoriata da queste bestiacce. Io son convinto che la Raffe e la Lutwaffe inzieme ‘un hanno fatto più danni di loro. Sono arrivato a ‘nterrogammi di vali peccati mi sia macchiato per meritammi un destino simile: sono monogamo, incenzurato, bòno ‘me ‘r pane, battezzato, cresimato, comunìato, ho sposato ‘n chiesa, ho aiutato ‘r prossimo vando ho potuto...E ora? Veste succurzali dell’Avisse mi prosciugano.
Che poi, ‘un le pigli nemmeno facirmente: ho provato colli zampironi seee, una ci faceva i fumacchi e ‘n’antra si fumava ‘na ‘anna. Ar ristorante l'artra sera una sostituiva ‘r cameriere. Ho fatto ‘na serata e n'ho trovata una 'he provava i microfani. In atumobile ce n’ho ‘n paio ciànno la patente. L’artra notte ar buio, colla pila, n’ho beccata una sur muro che appena vista la luce tonda, l’ha presa per l’occhio di bue e ha ‘nviato a ballà pareva Fred Astaire, colla mi’ moglie che m’ha preso per un ladro e m’ha stioccato ‘na padellata ‘n capo. Ora ho ‘nviato a stiaccialle ner muro: ciò la ‘asa pare affrescata da Andy Warhol.
Ahi ahi ahi... Son finite le ferie (di chi cel'aveva) - di Claudio Marmugi
Come dicevano quelli di “No Arpitur?!” nella pubblicità? “Ahi-ahi-ahi!”. E ci siamo, proprio. Ahi-ahi- ahi, perché con lo scavallìo della settimana che questo weekend porterà via, son finite le ferie di molti. Ahi ahi ahi, appunto. Il Tg2, fra una decapitazione dell’Isissé e un parto plurigemellare di cuccioli di cignupo reale ci travolgerà con decine di servizi sulla “Sindrome da Stress da rientro dalle ferie”, senza contà che un monte di gente, un lavoro non ce l’ha nemmeno più e di “stress da rientro” non ne vuole nemmeno sentire parlare. Ma di loro ir Tg2 se ne frega. L’importante per ir tiggì sono i “vacanzieri”, che seondo loro fanno audience (anche se è difficile che in vacanza uno si lasci rovinà la giornata dar Tg2). Sicché, si diceva, le ferie son finite.
Quarcuno è triste, quarcuno dice “menomale”. Si, perché le vaànze (forzate) d’agosto son trappole mangiasoldi. Una bottiglietta d’acqua da mezzo litro ti costa tre euro, per una pizzata spendi come ir funerale d’un mafioso. Con la Crisi, poi, s’è diffusa l’idea che se vai in vacanza ciai i soldi per forza e quindi chi ti accoglie ti pòle fa’ cosa ni pare (avete presente “Hostel”? Uguale). Ma lui ‘un lo sa mia che sei andato ‘n vacanza sedici ore sole! Vaglielo a spiegà! Prima di sedessi ar ristorante bisognerebbe fanni vedé la carta d’imbarco – come sull’aereo al grido di “Guardi, mi tratti bene, sto poco”. Meglio ancora se ir ristoratore ti chiedesse: “In che arbergo state?”. Lì potresti andà sur sicuro: “No, guardi, io dormo in macchina…”. Ahi-ahi-ahi!
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