Il Tirreno

Livorno

Sos accoglienza

Cartelli turistici in Fortezza Nuova: l’inglese è un optional

Cartelli turistici in Fortezza Nuova: l’inglese è un optional

 Viaggio tra errori e inesattezze: “realizazione”, invece di “realization;  “folr”, invece di “for”; oppure “wordl”, al posto di “world”

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. “Realizazione”, invece di “realization. La lettura prosegue. Altro pannello, nuovo strafalcione. “Folr”, invece di “for”; oppure “Wordl”, al posto di “world”. Per non parlare delle lettere maiuscole dimenticate e dell’uso di vocaboli spesso desueti o incomprensibili.

La disattenzione domina nel cartello turistico che accoglie i visitatori alla Fortezza Nuova e ne spiega le fasi storiche e i lavori di ripristino. E pure le creazioni linguistiche, tipo la parola “interiorsafter” colpiscono: il canadese David Adams sbarcato dalla nave da crociera commenta a caldo. «Questa parola devo impararla anche io!». Ironia e buonumore, certo.

Però non bastano a mascherare le incomprensibili creazioni anglo labroniche che fanno bella mostra di sè sul pannello turistico del monumento di fine Cinquecento.

Il marchio sui cartelli è quello del Comune di Livorno. «Difficile pensare di accogliere i turisti con cartelli del genere: un pessimo biglietto da visita per una città come la nostra dove arrivano centinaia di croceristi e tanti di loro, ormai lo sappiamo, restano comunque in città», a dire la sua è Marco Sisi, amante della storia locale e montatore ormai da quasi 10 anni del Tg3 a Roma. Quando torna non manca di girare per la sua città per il suo progetto di ricerca storica su Livorno e il cinema.

Si scopre che in Fortezza Nuova è stata girata la scena iniziale del film Vizio di famiglia con Renzo Montagnani. E ancora è del 1953 il film Imbarco a mezzanotte. E pure Virzì ha girato all’interno della Fortezza alcune scene del film cult Ovosodo. Ma senza andare nella storia recente che interessa il monumento del Buontalenti, quella passata si ritrova a fare a pugni non solo con la lingua inglese, ma anche con la disattenzione e la mancata correzione, evidentemente, delle bozze da parte di chi, quei cartelli, li ha commissionati. E pagati con soldi pubblici . «Quei cartelli sono sicuramente datati e risalgono alle giunte passate - continua Sisi - Ma riguardarli e correggere magari i refusi sarebbe stato doveroso, dal momento che svolgono una funzione turistica e Livorno dice di volerci puntare».

Il degrado regna incontrastato anche sul pannello all’ingresso della Fortezza: scritte nere, a caratteri cubitali, rendono illeggibile ancora una volta la presentazione storica e l’orario del monumento.

Francesca Suggi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa