Il Tirreno

Livorno

Un'idea: l’asilo fino al tardo pomeriggio

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Il Comune è favorevole ma deve ancora valutare la sostenibilità economica. A breve un questionario alle materne

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LIVORNO. Famiglie che lavorano. Entrambi i genitori che escono dall’ufficio nel tardo pomeriggio, i nonni che per qualche ragione non ci sono. Il Comune vorrebbe dare una risposta alla speranza di un prolungamento di orario a nidi e materne che arriva da tanti nuclei familiari livornesi. Una carenza che la città si porta dietro da sempre. «Certo che sono favorevole a questo progetto a cui stiamo lavorando, dobbiamo capire la sostenibilità economica e sindacale di questa operazione», lo stato dell’arte arriva dalla vice sindaco Stella Sorgente. Sa bene quali siano le crescenti esigenze della popolazione. Ma riuscire a prolungare l’orario delle scuole dell’infanzia è una questione complicata. Che certo non si costruisce dall’oggi al domani. «Il costo più alto è quello relativo al personale: per un’operazione del genere servono molti soldi che dobbiamo in parte recuperare dai morosi. E’ per questo che la priorità assoluta è quella del recupero crediti e della lotta ai furbetti delle esenzioni», aggiunge l’amministratrice.

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Il sistema ludotecario potrebbe correre in aiuto, almeno inizialmente, per dare corpo al progetto. «Forsesi potrebbe pensare ad un servizio del genere coinvolgendo le ludoteche».
L’argomento è ben conosciuto da Lilia Bottigli, responsabile del Sistema integrato infanzia.
«Il disciplinare dei servizi educativi prevede che se le famiglie ravvisano questa necessità, ne possono fare richiesta: quest’anno abbiamo fatto un’indagine ai nidi sull’eventuale bisogno di prolungare l’orario fino alle 19, ma non abbiamo avuto un grande responso da parte delle famiglie», spiega. Il questionario, fatto insieme all’Università di Firenze, dipartimento di Scienze della Formazione, è stato consegnato a 542 famiglie. «Ne sono ritornati un 70 per cento», specifica. A partire da settembre l’indagine sarà fatta anche alle scuole materne.

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«Vedremo quale sarà la risposta - aggiunge - Di sicuro l’idea di uniformare l’orario almeno a quello degli asili statali e delle scuole elementari c’era già da tempo. Il grosso problema è quello dei costi di un servizio del genere».
Lilia Bottigli è un pilastro del settore scuola. Sostiene e sforna progetti.
E va particolarmente orgogliosa di una iniziativa che partirà nel prossimo anno scolastico, ancora in collaborazione con l’ateneo fiorentino. «Si tratta di un progetto contro gli stereotipi di genere, per dare ai bambini una educazione alla diversità, argomento sempre più delicato e attuale oggi nel mondo della scuola», chiude Lilia Bottigli.

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di Redazione web