Il Tirreno

Livorno

Scuola: morosità di 700mila euro e il Comune corre ai ripari

di Francesca Suggi
Scuola: morosità di 700mila euro e il Comune corre ai ripari

Per le rette in arrivo più controlli a chi richiede l’esenzione totale (718 famiglie). Dall'amministrazione: chi farà domanda dovrà dimostrare di aver ricevuto aiuti dai servizi sociali»

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LIVORNO. I morosi e i furbetti dell’esenzione totale sono troppi e allora il Comune corre ai ripari e cerca di limitare gli abusi nel settore delle rette scolastiche.
Da una parte ci sono infatti 700mila euro di mancati pagamenti. Dall’altra oltre 700 famiglie (l’11% del totale) che - denunciando una situazione economica particolarmente difficile - non sborsano un euro per mandare i propri figli in classe: di fronte a questo quadro, l’amministrazione ha deciso di incrementare i controlli.
E garantisce tempi duri in arrivo per coloro che, magari perché lavorano al nero, denunciano un reddito più basso per ottenere agevolazioni nella contribuzione o addirittura risultano beneficiare gratuitamente di tutti i servizi scolastici comunali.

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A breve, infatti, per le rette nei nidi, asili e elementari sarà introdotto un nuovo strumento di collegamento con i servizi sociali, da affiancare al tradizionale Isee, per stringere le maglie e sbarazzarsi di una pesante quota di evasione che pesa sulle casse comunali e di conseguenza sulla qualità dei servizi offerti al cittadino. «Le numerose fasce Isee, che suddividono gli importi di contribuzione per il servizio, rappresentano sicuramente una garanzia per le famiglie. Il problema è che da sole non bastano per combattere chi se ne approfitta», spiega Marco Marinai, responsabile dell’ufficio Rete Scolastica.

Lotta ai furbi delle esenzioni totali. «Per ragioni di evasione fiscale, chi lavora al nero produce allo sportello una Isee pari a zero e questa dichiarazione va bene: questo strumento da solo non ce la fa a combattere chi imbroglia e quindi ci stiamo attrezzando». Di qui, l’idea dell’amministrazione di collegare la presentazione dell’Isee ai servizi sociali a chi rientra nell’ultima fascia, quella inferiore ai 5mila euro annui che attribuisce l’esenzione totale dal pagam,ento. Sono ben 718 le famiglie che rientrano in questo scaglione: un numero elevato, pari a quasi l’11% del totale (7mila utenti). «Visto che lo stato di indigenza non si certifica - afferma Marinai - Allora la persona che chiede l’esenzione totale dovrà dimostrare di aver ricevuto benefici di natura economica dai servizi sociali». In caso contrario, scatteranno i controlli.

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Le incongruenze finiscono alla guardia di finanza. Sono circa 4500 le dichiarazioni Isee presentate ogni anno: tutte sono sottoposte a un primo controllo di prassi. Le incongruenze più gravi vengono rilevate in una fase successiva - circa 400 i casi di presunte irregolarità riscontrate - e sono trasmesse a guardia di finanza e agenzia delle entrate. «Sono una trentina i casi all’anno - spiega - che passano guai e vengono denunciati per dichiarazione mendace».


Una morosità che vale 700mila euro. Poi c’è chi non paga quanto dovuto per il servizio scolastico e per la mensa. La morosità - forse incentivata anche dalla crisi economica - ammonta a 700mila euro. «Sui 7mila utenti che abbiamo nei servizi educativi-scolastici, ci attestiamo comunque nella media nazionale. Noi come ufficio facciamo solo riscossione volontaria e come al solito a dicembre invieremo alle famiglie morose i cosiddetti avvisi bonari: nei confronti di coloro che poi continuano a non pagare, viene avviata la procedura di riscossione coatta da parte degli uffici comunale preposti», chiude Marinai.
 

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