Gioco
Attentato alla sagra del porcino ad Arcille
Nel paese, 250 abitanti, due sagre del porcino concorrenti: un episodio inquietante. Quattro inneschi, uno vicino alle bombole: poteva saltare il paese
CAMPAGNATICO. «Elismo, corri, corri: va a fuoco la sagra». Sono le tre del mattino di ieri e la casa dell’ex sindaco di Campagnatico, Elismo Pesucci, ad Arcille, in Maremma, viene svegliata dal campanello. Un amico di famiglia, di ritorno con la ragazza da una serata sulla costa, è passato accanto al piazzale dove l’Associazione festeggiamenti Arcille ha aperto da giorni la sua storica sagra del porcino, e ha visto le fiamme alte.
L’ex sindaco, oggi consigliere dell’associazione, non si toglie neppure il pigiama e corre sul posto, a poche decine di metri da casa sua. Davanti si trova quattro focolai già alti in quattro punti distinti dell’area di sagra: uno al bar, uno al capannone di fianco, dove ha sede il pastificio Dante che ha affittato il cortile all’associazione, uno in cucina e uno fuori.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11949081:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/08/18/news/fiamme-tra-gli-stand-della-sagra-del-porcino-1.11949081]]È questo il focolaio più pericoloso: a pochi passi dalle fiamme ci sono tre bombole del gas da venti chili l’una usate per alimentare i fornelli. Se il fuoco le raggiunge, esplode tutto: la sagra col suo tendone, il pastificio, la strada che corre sotto e la casa del titolare del Consorzio agrario, lì accanto.
«Ho imbracciato subito l’estintore e ho cominciato a spegnere le fiamme, in attesa dei vigili del fuoco. Se non mi avessero avvertito, saltava in aria tutto», racconta Pesucci, stofinandosi gli occhi dopo una nottata in bianco.
Con il sorgere del sole, spente le fiamme, tra cenere, fumo e odore di bruciato, la scena si rischiara spazzando via i dubbi sull’origine dell’incendio: i focolai, distanti tra loro, lontani da circuiti elettrici o altre fonti che potrebbero accidentalmente infiammarsi, sono stati appiccati secondo la precisa volontà di innescare un incendio devastante.
E nella mente dell’ex sindaco si fa sempre più limpida un’idea: non è stato il gesto casuale di un piromane capitato accidentalmente ad Arcille. È stato un atto fatto deliberatamente contro la sagra. Un attentato.
«Nei giorni scorsi ho ricevuto diverse minacce – spiega Elismo Pesucci – “Prenderete fuoco, tu e la sagra”, mi hanno detto attraverso una terza persona”. E non è l’unico episodio sinistro di questo agosto. Una caduta dalle scale durante una discussione («mi hanno spinto») e un’aggressione con tentativo di rubargli il cellulare («ci sono testimoni») sono finiti in due distinte denunce che l’ex sindaco ha presentato ai carabinieri. «Ogni sera vengo minacciato di morte», dice l’ex sindaco. I suoi sospetti li ha raccontati ai carabinieri. Per il resto, non si sbilancia.
Il clima ad Arcille è molto pesante quest’estate e in Maremma se ne parla da settimane. La minuscola frazione è balzata alle cronache agostane per un singolare record: duecentocinquanta anime in tutto, un pugno di case affacciate all’incrocio della strada per l’Amiata e non una, ma ben due manifestazioni fotocopia, due sagre del porcino, in contemporanea a pochi metri l’una dall’altra.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:foto-e-video:1.11954461:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/foto-e-video/2015/08/19/fotogalleria/incendio-doloso-alla-sagra-del-porcino-di-arcille-1.11954461]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11919246:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/08/11/news/sagra-e-controsagra-la-querelle-di-arcille-e-duello-ai-fornelli-1.11919246]]Una l’ha messa in piedi quest’anno per la prima volta il gruppo sportivo Atletico Arcille, per finanziare le proprie attività. L’altra è la storica sagra organizzata dall’Associazione festeggiamenti Arcille dell’ex sindaco Pesucci. Una situazione paradossale che si è creata per un contenzioso sull’uso della sala polifunzionale del paese, costruita sotto l’amministrazione Pesucci e da lui data in uso gratuito trentennale all’associazione, che vi svolge attività ricreative e sociali, finché il nuovo sindaco, l’attuale primo cittadino Luca Ricciardi, non ha deciso di annullare la convenzione. La sala è chiusa, in attesa del verdetto del Consiglio di Stato atteso per settembre. Nel frattempo le due associazioni non hanno trovato un accordo per organizzare insieme l’appuntamento culinario. E così ognuna ha deciso di cucinarsi i suoi porcini, tra qualche screzio e qualche recriminazione da entrambe le parti. Nessuno, certo, si aspettava che la sagra del porcino tornasse sui giornali per un fatto tanto grave.
Ma chi è stato a bruciare la sagra? L’area non è nell’occhio di alcuna telecamera e a quell’ora di notte è più probabile che passi qualche lupo, piuttosto che qualche cristiano. Il sindaco condanna il gesto e invita chiunque abbia visto qualcosa a farsi avanti. I carabinieri di Campagnatico tuttavia hanno un asso nella manica. Sul posto è stato trovato un innesco, una rivista arrotolata e bruciata solo per metà, dove gli investigatori sperano di trovarvi impronte digitali in grado di condurli agli autori materiali dell’incendio.
Alla fine il fuoco è stato preso in tempo e non ha provocato grossi danni. E così ieri sera, con uno sforzo organizzativo mosso da una buona dose di riscatto, la sagra era regolarmente aperta.
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