Il Tirreno

Livorno

Intoppi su Naspi e Tfr, “occupata” la sede Inps

di Giorgio Carlini

Ancora ritardi nell’erogazione di liquidazione e indennità di disoccupazione Il sindacato punta il dito: sotto accusa sia il governo che l’azienda

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LIVORNO. Si sono dati appuntamento in piazza del Pamiglione di buon mattino, poi sono entrati tutti insieme dentro la sede dell'Inps prelevando ciascuno un biglietto con il numero per essere ricevuti allo sportello.

È cominciata così l'iniziativa organizzata dagli ex dipendenti del call center People Care all'interno dell'istituto di previdenza sociale livornese. Una protesta significativa (oltre 150 le persone che vi hanno preso parte) ma comunque sempre civile e costruttiva, come dimostrato anche dal successivo confronto che i lavoratori hanno avuto con il direttore provinciale dell'Inps, Annamaria Gasparri.

Come spiegato da Filippo Bellandi, ex rsu People Care, i motivi del gesto simbolico sono due. Il primo riguarda la Naspi, cioè la nuova indennità di disoccupazione, che una parte degli ex addetti del call center di Guasticce non ha ancora ricevuto. «Questo perché – mette in evidenza Bellandi – il governo ha predisposto la normativa dal primo maggio, senza però dare tempo all'Inps di aggiornare le procedure con le necessarie modalità applicative. Così tutti gli istituti di previdenza hanno dovuto attendere metà luglio per essere operativi sulla Naspi».

Per quanto riguarda i 341 ex dipendenti People Care, nonostante le rassicurazioni ai tavoli ministeriali (la Naspi sarebbe dovuta arrivare entro luglio) ci sono ancora diverse pratiche da risolvere. «Molte indennità – conferma Bellandi – sono appena arrivate, ma tanti altri ex dipendenti non hanno ancora ricevuto l'accredito».

Il secondo problema è collegato invece al Tfr, che in media si aggira intorno a circa 5mila euro lordi per ciascun ex lavoratore del call center: «People Care – accusa Bellandi – si dimostra la peggior azienda anche in fase di liquidazione. Non ha infatti rispettato la procedura tradizionale, che prevede il pagamento del Tfr entro 30 giorni, in quanto si è dichiarata incapiente. Così deve essere l'Inps a erogare direttamente le somme accantonate, ma questo ha prodotto un allungamento dei tempi che va a penalizzare i lavoratori».

Bellandi fa notare come si stia parlando di «persone che guadagnavano 700 euro al mese, che ora non hanno grandi risparmi da parte ma devono fare i conti con l'assenza dello stipendio e degli ammortizzatori sociali che in un momento del genere sarebbero invece di vitale importanza per ciascuna famiglia».

Durante l'incontro con il direttore provinciale Inps è emerso peraltro come, per quanto riguarda il Tfr, People Care non abbia ancora presentato le istanze sulle quali dovrebbe lavorare l'istituto per erogare le somme agli ex dipendenti. Gasparri si è presa perciò l'impegno di contattare direttamente lo studio di consulenza della People Care o l'amministrazione stessa dell'azienda, per agevolare la situazione delle domande di Tfr, dando inoltre garanzie ai lavoratori su un aggiornamento in tempi rapidi sulla questione.

Per i pagamenti della Naspi, Gasparri ha spiegato che l'Inps procederà come da programma, ipotizzando la risoluzione delle pratiche rimanenti entro la fine del mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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