Il Tirreno

Livorno

«Divorzio e omosessualità giuste le aperture del Papa»

di Gian Ugo Berti
«Divorzio e omosessualità giuste le aperture del Papa»

Patrizio Benvenuto, neopresidente del Serra Club, affronta le questioni più attuali della chiesa cattolica. «Ma la famiglia è quella formata da un uomo e una donna»

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LIVORNO. Patrizio Benvenuto è il nuovo presidente del Serra Club Livorno, che ha come scopo l’incremento delle vocazioni sacerdotali. Rimarrà in carica per il prossimo anno. 55 anni, odontotecnico, è presidente della Cooperativa Odontotecnici Livornesi. E’ Commendatore di San Silvestro Papa. Per molti anni è stato collaboratore di Mons. Alberto Ablondi.

Benvenuto affronta i più importanti ed attuali problemi per la Chiesa Cattolica, dal divorzio al matrimonio dei sacerdoti, all’omosessualità, alla vigilia del Giubileo della Misericordia.

Verso i divorziati, la Chiesa Cattolica prima ha negato loro l'accostamento alla Comunione, poi - da poco - ha stabilito un inserimento nel percorso di riavvicinamento. Si potrebbe chiamare rieducazione?

«Trovo sbagliato mettere l’accento sul termine rieducazione poiché questa parola presuppone che nell’ambito della Chiesa ci sia chi condanna e chi viene giudicato. Manca nella Chiesa ogni tentazione rieducativa. La Chiesa in realtà è sempre stata vicina a tutti i suoi figli, dunque anche ai divorziati. Tutto ciò sta particolarmente a cuore a Papa Francesco che su questi presupposti tra pochi mesi aprirà il Giubileo della Misericordia».

Esempio. Due persone cattoliche sposate con rito religioso: una divorzia, si risposa, non ha figli. L'altra invece si separa soltanto, si riaccompagna, ha dei figli. La prima deve sottoporsi al reinserimento se optasse per un reinserimento, la seconda no, non essendo divorziata e potendo accostarsi alla Comunione. Come cattolico, vede qualche incongruenza?

«Vi è una distinzione da fare. Il matrimonio vede la sua completa rottura con il divorzio. Tutte le fasi intermedie o precedenti che non portano alla sua definitiva dissoluzione rientrano nel campo di una auspicata riconciliazione. In realtà non c’è molta differenza tra le due situazioni e il percorso di riavvicinamento è lo stesso. Quindi caso mai l’incongruenza sta nel comportamento di chi non fa chiarezza nella propria vita. Già Benedetto XVI nel 2012 sollecitava un “attento discernimento e un sapiente accompagnamento pastorale sapendo che non esistono semplici ricette”».

Matrimonio dei sacerdoti. Il divario religioso con le Chiese Protestanti e' così lontano? Una delle ragioni del "no"potrebbe anche essere l'eventuale pagamento della pensione alle vedove?

«Il celibato dei Sacerdoti si è consolidato nella chiesa cattolica per vari motivi. Il principale è quello di offrire al Signore la propria vita totalmente senza alcuna riserva. Non vi sono motivi teologici di impedimento assoluto al matrimonio dei sacerdoti e infatti i sacerdoti cattolici di rito greco-ortodosso, i sacerdoti convertiti al cattolicesimo provenienti dalla fede anglicana, sono nella piena comunione nella comunità cattolica pur essendo sposati. Con tutto ciò ipotetiche ragioni economiche sono assolutamente da escludere».

I tempi d'attesa sempre più solleciti e addirittura la gratuità del percorso per annullare il matrimonio religioso, rispetto anche solo ad un recente passato, potrebbero essere valutati come uno stato di necessità rispetto al loro calo ed alla crescita di quelli civili?

«Con lo snellimento delle pratiche per l’annullamento del matrimonio religioso non si vuole affatto generare un procedimento di concorrenza al divorzio, ma offrire a tutti i fedeli che ne abbiano i requisiti, anche quelli senza possibilità economiche, un modo sollecito di risolvere la situazione».

Omosessualità. Fino a che punto potrebbero arrivare le dichiarate aperture della Chiesa Cattolica?

«L’apertura della chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali c’è già stata con l’affermazione: “chi sono io per giudicare un omosessuale”? Così facendo il Papa ha voluto riaffermare il diritto alla vita e alla dignità di persona di ogni essere umano. Ritengo che la famiglia continuerà ad essere formata da un uomo e da una donna secondo le leggi naturali che hanno plasmato la vita dell’umanità indipendentemente dalle convinzioni religiose».

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