Gioco
«Il buco di 21 milioni un’invenzione politica»
Pd contrattacca sui conti. Caruso: impoveriscono Aamps e le famiglie per dare soldi al piano industriale
LIVORNO. Uno: il buco di bilancio di 21 milioni presentato dai vertici Aamps non è veritiero, è semplicemente una mossa politica. Due: in una situazione difficile come quella del 2014 una perdita poteva starci ma doveva attestarsi su cifre nettamente inferiori che non intaccassero il capitale. Tre: fino a luglio 2014 l’azienda era in regola con i pagamenti ai debitori. Conclusione: davanti a questi elementi ci vuol poco a capire che l’esplosione della difficile situazione di Aamps sia coincisa con la gestione M5s.
Il Pd risponde per le rime alle accuse di aver affossato l’azienda al punto da farle rischiare il fallimento. Lo fa con un duro intervento di Pietro Caruso, consigliere comunale e membro della commissione bilancio.
I 2.5 milioni di Olt. Caruso entra punto per punto nelle perdite che figurano nel bilancio Aamps, per spiegare «perché non esiste un buco regresso di 21 milioni». «I 2.5 milioni del trasferimento Olt sono suddivisi annualmente in 500mila euro l’anno per 5 anni. Ciò significa che esiste, questo sì, un problema di cassa che magari influenza negativamente i flussi finanziari, ma esso avrebbe potuto essere attualizzato con anticipazioni bancarie. Certo in un clima più sereno dell'attuale».
La terza linea un costo politico. Per la terza linea sono stati spesi negli anni 2.5 milioni, per progetti e studi di un’opera che non si farà. I soldi ora sono finiti tra le perdite. «Questi sono costi sostenuti dall'azienda che saranno in via di ammortamento se non già ammortizzati. Se poi, per motivazioni politiche non si procede all'investimento già stabilito, diventa un tema politico, una scelta. E rimane comunque un costo».
Cip 6, risarcimento da spamare. Qui in ballo ci sono 4.5 milioni da restituire al gestore energetico. «La mancanza di finanza avviene nel momento in cui si restituiscono le risorse - dice Caruso -. Se, come sembra si va ad una spalmatura negli anni, come logico che sia anche per le altre tante aziende in Italia che hanno lo stesso o problema, non si capisce perché si vogliono restituire tutti insieme aggravando il bilancio».
La maxi Tia e l’etica. «11 milioni di crediti inesigibili spesati tutti in un anno con conseguente impoverimento del capitale sociale a meno di un terzo rappresentano un’operazione inspiegabile, visto che al 2013 vi era in bilancio un fondo svalutazione crediti pari a 16 milioni circa - dice l’esponente Pd -. Inoltre c'è da capire se gli importi sono veramente inesigibili e se sono state attuate tutte le azioni previste dalla normativa compreso il pignoramento. Questa operazione non sarebbe neanche etica per coloro che hanno sempre pagato la Tia - aggiunge Caruso -. Comunque una volta esaminati con attenzione questi crediti si sarebbe potuto procedere almeno ad un addebito in linea con la formazione del bilancio».
E pagano i cittadini. «Spesando queste voci si svaluta il capitale a meno di un terzo - continua Caruso -. Il Comune socio, cioè noi, per riportare il capitale sociale ai limiti della legge ci mette 2 milioni, soldi che potevano essere usati per immediati investimenti sulla città. La Tia cosiddetta inesigibile viene spalmata sulla Tari per i prossimi 3 anni con aumenti vistosi. Attenzione: i soldi che verranno incassati non vanno a ricomporre il capitale sociale come dovrebbe essere, ma probabilmente verranno spesi. Pertanto si impoverisce Aamps, non si pagano i fornitori e quei soldi splamati sulla Tari serviranno ad altre cose. A finanziare il piano industriale? Ecco perché il bilancio 2014 è un bilancio politico». (g.corsi)
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