Gioco
Aamps poteva recuperare 6 milioni ma nessuno ha agito contro le banche
L’ex amministratore Chioini aveva sollecitato il Comune a fare causa contro tre istituti di credito «Opportuno muoversi per le situazioni di usura e anatocismo accertate su conti correnti e mutui»
LIVORNO. Aamps avrebbe potuto recuperare quasi 6 milioni di interessi pagati a tre istituti di credito - Monte dei Paschi, Banco Popolare e Credem - ma l’amministrazione comunale non ha voluto agire in giudizio. Né la precedente a guida Pd, né l’attuale a guida M5s (almeno finora).
E’ quanto emerge dalla relazione di fine mandato dell’ex amministratore unico dell’azienda Enzo Chioini. Relazione consegnata il 24 giugno 2014 - 16 giorni dopo il ballottaggio - al sindaco Nogarin, al collegio dei revisori dei conti del Comune e ai sindaci revisori dell’azienda.
Nel capitolo “questioni aperte” Chioini pone al primo punto “anatocismo e usura”. E dopo aver illustrato il percorso che ha portato alla ormai nota consulenza da 70mila euro a due avvocati di Trento per l’assistenza tecnico-legale finalizzata a recuperare 5.8 milioni (contestata dall’ex consulente di Aamps Andrea Marzovilla nella cartellina verde finita agli atti della procura), Chioini scrive: “Il lavoro di preparazione degli atti da parte dei legali nei confronti degli istituti di credito è terminato praticamente in coincidenza con lo scadere del mio mandato di amministratore unico (23 maggio 2014, ndr). Ho ritenuto pertanto corretto non dare seguito ad azioni legali consapevole che non sarei stato nelle condizioni e nel ruolo necessario a condurre in prima persona le azioni proposte dai legali incaricati. Chi mi succederà, unitamente al socio Comune di Livorno, stante l’importanza della questione dovrà assumere le determinazioni che riterrà più congrue. Sicuramente, se avessi avuto un po’ più tempo a disposizione e un po’ più di sostegno anche da parte della proprietà, avrei seguito la strada prospettatami dai legali”.
Una sorta di testamento lasciato al successore Di Gennaro e a Nogarin, oltreché un’ammissione del non sostegno in questa partita dell’allora sindaco Cosimi. Con un messaggio molto chiaro rivolto alla nuova amministrazione: proseguite nella causa contro gli istituti di credito.
Indicazione che però, almeno nel primo anno di gestione pentastellata, non è stata seguita.
Tassi usurai sui mutui di Aamps? La questione era stata aperta dal predecessore di Chioini, Nicola Falleni, durante il suo breve mandato di amministratore unico. “Su sue indicazioni - spiega Chioini nella relazione - l’azienda aveva avviato un lavoro di analisi dei rapporti di Aamps con gli istituti bancari per valutare l’esistenza di anatocismo e usura sia sui conti correnti che sui finanziamenti in essere e scaduti. La prima analisi - continua Chioini - evidenziò situazioni di usura sia oggettiva che soggettiva, sia di anatocismo. Si paventava quindi per Aamps la possibilità di recuperare somme importanti”. Fu dato il compito alla società Centro Studi Sdl di periziare tutti i rapporti bancari degli ultimi 10 anni, dunque dal 2003 al 2013. Dopo di che fu affidato l’incarico a due docenti universitari, gli avvocati Michele Rondinelli e Filippo Sartori. “Nella relazione finale i legali hanno proposto all’azienda di adire in giudizio per due istituti (Monte dei Paschi e Cassa di Risparmi di Livorno) e di presentare reclamo per il terzo (Credem)», racconta la relazione di Chioini. Era l’11 aprile 2014, poco più di un mese prima delle elezioni.
5.7 milioni da recuperare. Le somme che si ipotizzava di riuscire a recuperare erano e sono importanti, considerato che si tratta di soldi pubblici e considerate le condizioni in cui versa l’azienda: 5.8 milioni di euro, praticamente la metà dei famosi crediti inesigibili Tia spalmati sulla Tari e ricaduti così sulle spalle dei cittadini. Ma nessuno finora ha agito. Nel dettaglio si tratta di 2.8 milioni da Montepaschi (di cui 2.4 su due finanziamenti da 12 milioni totali, e 512mila euro per spese di conto corrente), 1.1 milioni da Banco Popolare Cassa di Risparmi (per conto corrente), 1.8 milioni da Credem.
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