Gioco
Piero, Manuela, Ivo bagnanti spazzini per salvare la spiaggia
Gli assidui dei Tre Ponti “lato sud” con scope e rastrelli «Non dovremo farlo noi, ma altrimenti qui regna il degrado»
LIVORNO. Tutte le mattine c’è chi arriva con il rastrello da casa. Altri se lo fanno prestare dal Bagno lì accanto. E poi cominciano a ripulire dai rifiuti, a ordinare e ammucchiare le alghe secche che nessuno da mesi toglie. Qui spiaggia dei Tre Ponti, quel fazzoletto di arenile “lato sud”, ormai da tempo curato dai suoi frequentatori abituali. «Io vengo qui da 10 anni, tante volte mi sono arrabbiato per questo abbandono della spiaggia, ma poi insieme ad altri abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e pulire per stare comunque al mare il modo dignitoso», racconta Piero Rugiati. A mo’ di capo tribù di questo gruppo di bagnanti spazzini innamorati della loro spiaggia, prende le “armi” del mestiere e comincia a pulire la piazzola del suo ombrellone. Insieme a lui anche Massimo Sonetti e Ivo Colombini, portuale in pensione, detto “il grigio”: non si risparmiano. «Qui il Comune pulisce una volta all’anno, nemmeno fossimo una città di montagna. E’ uno spreco non investire nel lungomare considerato che d’estate è la seconda casa dei livornesi», ci scherza su. Compagni di tintarella, di gioco a carte sotto le tamerici e di pulizia della spiaggia: ai Tre Ponti si diventa amici. «E’ l’unica spiaggia pubblica della città, l’amministrazione dovrebbe renderla un minimo dignitosa e invece: servirebbe un bagno pubblico, una doccia. Ma noi ci limitiamo a chiedere un po’ di pulizia», aggiunge la moglie Maria Bravi. Mentre si parla arriva Ivo Fioretti detto “ruggine”: sta raccogliendo le cicche di sigaretta. «Le alghe sono un problema, è vero, ma chi ci governa dovrebbe attrezzarsi e portarle via dopo ogni mareggiata: non è giusto che noi ci ritroviamo a stare tra cumuli di alghe, moscerini, sporco e cattivi odori».
La miscela è esplosiva. «Un’idea potrebbe essere quella di far pulire la spiaggia a persone da impiegare nei lavori socialmente utili», dice la sua Caterina Pisciotti. Tutti concordano: la spiaggia sarebbe naturalmente bella. E’ l’abbandono a cui è condannata che la rovina. Rincara mamma Silvia Fioretti, con i suoi due gemellini: «Quando venivo con il passeggino dovevo farmi aiutare perché non riuscivo a procedere con tutte queste alghe e sporcizia», chiude.
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