Il Tirreno

Livorno

«Non ci sono esami inutili» Medici sul piede di guerra

di Gian Ugo Berti
«Non ci sono esami inutili» Medici sul piede di guerra

Il presidente Eliano Mariotti fa il punto dopo le novità del Ministero della Salute «Sconcerto tra noi addetti e tra i pazienti: viene limitata la nostra professione»

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LIVORNO. C’è forte preoccupazione fra i medici ed i pazienti per le nuove disposizioni in materia sanitaria emanate dal Ministero della Salute. Si parla di tanti esami inutili che dovrebbero essere cancellati dalle prescrizioni sanitarie, solo per una questione di costi. Ma la domanda inquietante per i suoi risvolti legali e di salute è: chi stabilisce la loro inutilità? E chi si prenderebbe la responsabilità se accadesse qualcosa in seguito ad una cancellazione imposta d’autorità al medico curante? A queste e ad altre importanti domande, risponde il presidente dell’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Livorno, Eliano Mariotti.

Il Ministro della Salute parla di oltre un miliardo di esami inutili eseguiti in Italia . Ma se è il medico a prescriverli , sotto la propria responsabilità e conoscendo il paziente, come si può giudicarli inutili? Non si va a delegittimare il suo ruolo, soprattutto davanti ai pazienti?

«Premetto che vedere limitato per decreto l’esercizio della propria capacità professionale , apre un orizzonte inquietante. Ci aspettiamo prossimamente una limitazione per gli ingegneri sui costi dei ponti o per i giornalisti il ritorno alle veline del ventennio , ma partiamo da alcune considerazioni : nel sistema sanitario nazionale siamo passati in pochi anni da un atteggiamento estremamente preventivo, specie per le malattie metaboliche ,degenerative e oncologiche ad un prevalente obiettivo di risparmio sul bilancio della sanità pubblica , ignorando che la ricerca medica mette a disposizione mezzi di indagine e farmaci sempre più efficienti ma costosi, che i pazienti stessi ,oggi sempre più informati ,hanno tutto il diritto di avere».

E inoltre chi decide a priori quali saranno i limiti di prescrizione visto che a tutt’oggi nemmeno le cosiddette “linee guida” scientifiche hanno valore legale, e poi cosa ne pensa la magistratura, per la quale il medico è sempre tenuto ad usare ogni mezzo per tutelare la salute? Chi potrebbe controllare ed imporre eventuali cancellazioni, assumendosene ovviamente la responsabilità civile e morale?

«Non vorrei certo far parte di qualsiasi ente o commissione che dovrà indicare i “paletti” prescrittivi , se pensano che la medicina e le sue innumerevoli specialità si possano trattare con la matematica e tabelle dimenticando che in ogni caso ci troviamo a curare un persona e non un numero , avranno delle responsabilità morali e legali immense».

Non si rischia di creare una caccia alle streghe, magari gratificando i più parsimoniosi?

«Come spesso accade, la politica cerca di correggere le proprie incapacità scaricando sulle categorie professionali anni di gestione incontrollata della spesa pubblica, non si vede la volontà di mettere al centro il paziente, e poi specialmente i medici di famiglia sono da anni controllati attentamente dalle Asl per il settore farmaceutico con risultati encomiabili sull’appropriatezza. Altra possibile evenienza: il conflitto fra medico e paziente e la scelta di quest’ultimo di cambiare dottore. Siamo ormai lontani dallo stereotipo interpretato da Alberto Sordi , il medico di oggi sta avviandosi finalmente a lavorare in gruppo e in maniera omogenea con mezzi informatici e personale di studio, il vecchio “ricatto” se non mi accontenti cambio medico , non è sostenibile e se qualcuno ci prova , invito i colleghi a farlo gentilmente accomodare.

Il paziente va dal medico di base per farsi prescrivere esami certificati dallo specialista privato. Come deve comportarsi il medico? Chi stabilirà la loro effettiva utilità? E cosa potrebbe obiettare il paziente?

«Ricordo che dal punto di vista legale, il trascrivere quanto richiesto dallo specialista significa condividerlo in tutto e per tutto e non esiste nessun obbligo di condividere un parere medico anche se specialistico»

Da anni il sistema della sanità privata scarica i suoi costi sul pubblico, quante volte abbiamo visto pazienti recatisi da specialisti in privato rivolgersi ai propri medici curanti per ritrascrivere liste di esami più o meno lunghe?

«A mio personalissimo parere chi decide di seguire la via privata ne ha tutto il diritto , ma deve seguirla fino in fondo o in alternativa utilizzare uno specialista pubblico Mi si dirà che in questo modo , con i tempi e le liste di attesa attuali nel pubblico si obbliga i pazienti a pagare tutto , e in effetti tutta questa manovra sembra un grosso colpo inferto al sistema sanitario nazionale , mentre in un vero “welfare state” il pubblico e il privato dovrebbero essere in competizione per offrire le migliori prestazioni a prezzi sempre più contenuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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