Il Tirreno

Livorno

Muretti labronici come stipetti

Muretti labronici come stipetti

L’abitudine tutta livornese di assicurare sedie e tavoli con lucchetti e catenacci

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LIVORNO. Cataste di sedie con tanto di lucchetto e catena fissati al muretto. Così tavolini, ombrelloni. E spesso spunta anche la scritta “non toccare”. Guai a violare il territorio dei livornesi al mare. Così ai Tre Ponti, allo stesso modo alla Rotonda i muretti si trasformano in stipetti minimal. «Io vengo al mare con l’autobus e non ce la farei a portarmi avanti e indietro le sedie, quindi le lascio qui al mare, e per paura che nessuno le rubi ho messo la catena», racconta Manuela Serra, frequentatrice abituale della spiaggia dei Tre Ponti.

Fissa al muro pure la base per l’ombrellone Piero Rugiati. Sempre per la stessa ragione: praticità.

«Come farei a portarmela tutti i giorni da casa – esclama – Sarebbe impossibile, quindi la lascio qua».

La legge non scritta dei local della spiaggia è una: non rubare. «Siamo tutti nella stessa barca», continuano dalla spiaggia. Sono in tanti a colorare i muretti delle spiagge con oggetti di uso marino quotidiano.

Un’abitudine tutta livornese che colpisce due turisti ucraini, per caso ai Tre Ponti.

«Divertente – commentano a caldo – Non avevamo mai visto una roba del genere. E’ un’abitudine molto pratica per evitare di portare pesi quando si viene al mare». (f.s.)

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