Il Tirreno

Livorno

Muore a 48 anni per un’infezione, «Indagate sull'igiene al Pascoli»

di Federico Lazzotti
Muore a 48 anni per un’infezione,  «Indagate sull'igiene al Pascoli»

Livorno, Bruno Caliendo aveva 48 anni e da sei viveva nella Rsa. Da maggio scorso era stato ricoverato due volte per un batterio: il pm ha disposto l’autopsia

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LIVORNO. Due infezioni in appena tre mesi accompagnate da febbri altissime sono state letali per il fisico già debilitato di Bruno Caliendo, 48 anni, deceduto all’alba di sabato 8 agosto e dal 2011 ridotto in uno stato vegetativo dopo una caduta le cui responsabilità sono ancora tutte da chiarire.«Non vogliamo accusare nessuno - spiegano i familiari - vogliamo solo che si faccia chiarezza su quello che è successo e sulle cause che hanno innescato le due infezioni».

Al centro dei sospetti dei parenti le condizioni igienico sanitarie all’interno della residenza sanitaria assistita del Pascoli dove Caliendo viveva dal 2009 dopo essere stato colpito dal terzo ictus. «Dopo la sua morte - spiega l’avvocato Filippo di Rocca - abbiamo chiesto spiegazioni ai medici che ci hanno parlato di questa nuova infezione». A quel punto è stata avvisata la Procura e il pubblico ministero Gianfranco Petralia ha sequestrato la salma e disposto l’autopsia che verrà eseguita nei prossimi giorni.

Per il momento, il fascicolo aperto dal pm è contro ignoti, ma potrebbe presto avere degli indagati. Certo è che ora gli investigatori dovranno ricostruire la storia sanitaria del quarantotteenne attraverso le cartelle cliniche. «La vita di Bruno - racconta la sorella Ketty - è stata un calvario che si è aggravato negli ultimi quattro anni. Nel settembre 2011 mio fratello è caduto mentre era al Pascoli e ha battuto la testa. Da quel giorno non ha più parlato e ha avuto bisogno di assistenza 24 ore al giorno».

E soprattutto di essere lavato ed igienizzato per evitare infezioni o piaghe. È proprio da questa certezza: mio fratello può aver preso un battrio solo all’interno della Rsa, che nascono i dubbi che la procura dovrà chiarire.

Il primo episodio risale al maggio scorso quando il paziente è stato ricoverato in ospedale. «Aveva la febbre alta ma sono riusciti a salvarlo». Venerdì primo agosto Caliendo è stato portato di nuovo in ospedale perché aveva un problema con il catetere. Un giorno in osservazione e poi di nuovo al Pascoli. «Sabato ci hanno chiamati per dirci che aveva di nuovo la febbre alta dovuta a una forte infezione». Anche stavolta il quarantottenne riesce a farcela e per fare la cura viene trasferito di nuovo in via Mondolfi. «Il viaggio che abbiamo fatto giovedì è stato l’ultimo - conclude la sorella - Bruno è deceduto alle 6,30. Quando ci hanno chiamati, un’ora e mezzo più tardi era troppo tardi anche per salutarlo».

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