Il Tirreno

Livorno

«Il padre non è pericoloso» nuovo incontro con il figlio

di Federico Lazzotti
«Il padre non è pericoloso» nuovo incontro con il figlio

Il giudice ha respinto l’istanza presentata dell’avvocato della mamma

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LIVORNO. Padre e figlio si sono riabbracciati quattro giorni dopo la fine della loro fuga. Lo hanno fatto per tre ore, tra le 14 e le 17 di ieri, in una stanzetta dell’istituto di villa Serena, sede dei servizi sociali. Insieme a loro gli operatori che hanno protetto - come disposto dal giudice - l’incontro.

«È stata un’occasione importante - racconta papà Alessandro pochi minuti dopo aver salutato il figlio - perché in questo modo è stato possibile mantenere un contatto con lui: fargli capire che ci sono. Certo è che questa situazione per il bambino è stressante. Le dico solo che in tre ore avrà detto due parole. Segno che questo non è il modo migliore per vivere la vita e la paternità. Ecco perché il mio auspicio è quello di poter avere un incontro sereno attorno a un tavolo con mia moglie e il suo avvocato e cercare di risolvere insieme questa situazione in modo pacifico e nell’interesse di nostro figlio».

A dare l’ok a un nuovo incontro, rimasto in bilico fino all’ultimo, il giudice Gianmarco Marinai che ieri mattina ha rigettato l’istanza presentata il giorno precedente dal legale della mamma, l’avvocato Paola Bernardo, nella quale veniva richiesta la sospensione delle visite del bambino con il padre dopo una serie di azioni compiute dall’uomo che avrebbe, cojn il suo comportamento, messo a rischio la serenità del piccolo.

Nell’elenco si fa riferimento ai documenti diffamatori pubblicati da Alessandro sul proprio profilo Facebook, al volantinaggio effettuato il 4 agosto davanti allo stabilimento balneare dei Pancaldi, fino ad arrivare allo «scherzetto» fatto agli assistenti sociali al primo incontro protetto quando è fuggito a bordo del suo furgone portando con sé il bambino prima di essere rintracciato dalla polizia 24 ore più tardi all’Acqua Village di Marina di Cecina.

Scrive il giudice rigettando l’istanza: «Non vi è alcuna prova che la pur grave condotta del padre abbia arrecato un pregiudizio al figlio». Inoltre «non emergono elementi che portino a ritenere il padre soggetto pericoloso o che possa nuocere al figlio o a terzi», anche perché l’interruzione o la sospensione delle visite «violerebbe senz’altro il diritto del figlio al rapporto, quanto più normale possibile, con il genitore».

Il giudice conclude dicendo che a suo parere «non vi sono elementi tali da modificare i provvedimenti in atto». In ogni caso, lo stesso magistrato, ha ritenuto opportuno fissare per il prossimo 8 settembre l’udienza di comparizione delle parti per la discussione dell’istanza.

«La decisione del Tribunale - conclude il padre - dimostra che nonostante sia uscito dalla legalità per urlare il mio disagio, ho dimostrato equilibrio e buon senso. Ecco perché credo che questo sia il primo passo per far capire che io sono il protagonista di un grosso equivoco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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