Il Tirreno

Livorno

Chalet della Rotonda: c'è l'ok al restauro

di Giorgio Carlini
Chalet della Rotonda: c'è l'ok al restauro

La Soprintendenza dà il via libera al progetto. Ricci: a settembre firmeremo la concessione, subito dopo via ai lavori

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LIVORNO. Per lo Chalet della Rotonda di Ardenza si intravede finalmente la luce in fondo a quel tunnel fatto di battaglie legali e intoppi burocratici che da dodici anni stanno impendendo la sua riqualificazione.

Perché se è vero che rispetto alle recenti scadenze, già fissate alla luce degli ultimi imprevisti, si è accumulato ulteriore ritardo, vero è anche che ora gli ostacoli al progetto di riqualificazione dovrebbero essere terminati: i lavori per il restauro e l'ampliamento dell'edificio in stile Liberty, chiuso nel 2003 e da allora lasciato all'incuria, inizieranno nel prossimo autunno, con l'obiettivo di restituire ai livornesi quel gioiello a due passi dal mare entro l'estate 2016. Ad annunciarlo è Alberto Ricci, presidente di Confindustria e capofila dell’associazione temporanea di impresa che si è aggiudicata l’intervento di restauro.

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Già nei primi mesi del 2015, a dire il vero, sembrava tutto pronto per dare il via alle operazioni di recupero dello Chalet. Poi, però, ci si è messa di mezzo la Soprintendenza, che a febbraio ha chiesto una integrazione al progetto, dopo che l'Associazione temporanea di imprese aveva già presentato la documentazione a dicembre. L'integrazione riguardava le opere esterne, aspetto che in un primo momento era stato stralciato con l'impegno di occuparsene successivamente. A marzo gli architetti avevano predisposto il materiale con l'intento di risolvere la bega burocratica in pochi giorni, per cominciare le attività di restauro in primavera. Attività che, ad oggi, non sono invece mai partite.

Il perché lo rivela il presidente Alberto Ricci, impegnato - come detto - in prima persona con l'Ati formata da Programma Costruzioni Srl, Pasticceria Labronica, Sergio Cristiani e Società Ginnastica Livornese Srl. «Le autorizzazioni da Firenze - spiega Ricci - sono arrivate nel mese di luglio, poi il Comune ci ha richiesto il completamento della consegna dei documenti, che subito abbiamo presentato».

A quel punto avrebbe avuto poco senso avviare i lavori che poi si sarebbero dovuti interrompere due settimane in occasione del Premio Rotonda. «Verosimilmente - conferma Ricci - la concessione, titolo abilitativo per la costruzione dello Chalet, sarà firmata con il Comune entro settembre e, salvo ulteriori intoppi, il restauro potrà cominciare in autunno».

Il presidente di Confindustria non nasconde il rammarico per un iter procedurale estremamente lungo. L'odissea del recupero dell'edificio aveva vissuto un capitolo importante già nel maggio del 2014: quando la giunta Cosimi approvò il progetto presentato dall'Ati, l'altra cordata, la cui offerta era stata considerata peggiore, depositò al Tar un ricorso urgente con tanto di richiesta di sospensiva contro la delibera di aggiudicazione e di gestione dello Chalet. Nell'ottobre 2014 il tribunale ha dato ragione al Comune e all'Ati che si era aggiudicata l'appalto, scongiurando almeno altri strascichi legali che avrebbero causato ulteriori ritardi per la riqualificazione.

A meno di nuovi imprevisti, i lavori partiranno così a distanza di quasi due anni dalla presentazione iniziale del bando. Il cronoprogramma prevede circa 8 mesi di lavori, quindi c'è ancora la possibilità di vedere il nuovo Chalet riconsegnato alla città entro la prossima estate. «Ci aspettavamo tempi più brevi per il rilascio dei permessi amministrativi», ammette Ricci, che si dice comunque convinto della "avventura" intrapresa dall'Ati. «Il progetto è valido e da parte nostra c'è tutta l'intenzione di portare a termine l'operazione. Nel campo immobiliare - aggiunge - mettiamo sempre in conto problemi burocratici, certo non pensavamo di poter essere ancora a questo punto dopo due anni. In un tale momento di crisi - sottolinea il presidente di Confindustria - sarebbe stato auspicabile, da parte di tutti, risposte più rapide pur nel rispetto della legge, perché lo Chalet rappresenta una opportunità di lavoro sia in fase di costruzione sia quando sarà a regime, con l'assunzione di 10-12 persone per mandare avanti le attività che troveranno posto dentro la Rotonda».

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