Il Tirreno

Livorno

Su Facebook babbo Alessandro non è più solo

di Cristiana Grasso
Su Facebook babbo Alessandro non è più solo

Livorno, quando due anni fa ha iniziato questa sua disperata battaglia per poter stare con suo figlio come un babbo separato qualsiasi, senza assistenti sociali sempre presenti

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LIVORNO. Quando due anni fa ha iniziato questa sua disperata battaglia per poter stare con suo figlio come un babbo separato qualsiasi, senza assistenti sociali sempre presenti per giudicare le sue “capacità genitoriali” (e già la queste due parole gli facevano venire le lacrime agli occhi) Alessandro era un uomo solo, certo non avvezzo ai palcoscenici.

Si sentiva accerchiato, impotente, lui e questa brutta storia che lo mangiava dentro. Non era un tipo social Alessandro, non era su Facebook, si faceva i fatti suoi, casa e lavoro, prima c’era la famiglia di cui era innamorato, dopo, dopo la separazione, il figlio che riusciva a incontrare un po’ sì e un po’ no e per il quale stravedeva e stravede. Poi si è affacciato sulla piazza più grande del mondo, Facebook appunto, e la sua vita, la sua battaglia, il suo dramma sono diventati il dramma di tutti.

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I suoi post, soprattutto dopo la sua “fuga” all’Acqua Village sono diventati virali, centinaia di condivisioni, migliaia di commenti. Tutti con lui, magari anche in maniera acritica, spinti dall’affetto e dall’emozione, ma comunque tutti con lui. E contro di lei. Con quella foga che infiamma i social ma anche con testimonanze che toccano il cuore, altri babbi che lottano per poter vedere i loro bambini, altre mamme che devono lottare perché i loro ex compagni si interessino ai figli. Un mondo di storie vere, cuoricini, adesivi amorosi, solidarietà e parole di comprensione, persino la proposta di scrivere una lettera collettiva all’Usl.

Alessandro, suo malgrado, è diventato un eroe, una webstar, un punto di riferimento per chi vive una brutta esperienza come la sua, il Davide contro Golia. Ed è diventato anche il catalizzatore di rancori e risentimenti, la sua pagina fb lo spazio ideale per spargere luoghi comuni come quello che vuole le donne, quasi tutte le donne, cattive e manipolatrici.Succede in tutte le bacheche molto frequentate, non c’è da stupirsi. Quello che stupisce è invece il miracolo social che ha trasformato un signore che sembrava destinato a subire impotente quelle che lui giura essere una valanga di menzogne ed ingiustizie in un uomo in cui credere, da sostenere, magari da imitare.Due anni fa Alessandro non sapeva come gridare la sua storia, avrebbe potuto e forse voluto incatenarsi davanti al papa o fare lo sciopero della fame: non lo ha fatto per non complicare le cose. E comunque la piazza vera, il digiuno vero, non avrebbero funzionato come la piazza della Rete che ha moltiplicato per mille la forza della sua storia.

Ora quindi Alessandro non è più solo, non è più debole. Ha in mano un potere nuovo che certamente gli dà visibilità e quindi garanzie ma che deve usare con intelligenza e cautela, come del resto tutti dovrebbero fare. Solo così, tenendo i piedi per terra, sul web si possono fare cose meravigliose come trasformarsi in un eroe pieno di amici e sentirsi finalmente compreso.

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