Lutto
Contestato il bilancio comunale del 2013
Per la Corte dei Conti manca la distinzione dei flussi di cassa. Nebbiai: «Quell’obbligo è scattato nel 2015»
LIVORNO. Il bilancio 2013 del Comune (l’ultimo firmato da Cosimi) finisce nel mirino della Corte dei Conti della Toscana. Che contesta all’amministrazione di “non aver proceduto ad effettuare in bilancio la corretta e integrale contabilizzazione delle movimentazioni dei flussi di cassa relativi alle entrate a specifica destinazione” come previsto dal testo unico degli enti locali.
E’ un rilievo tecnico che ha anche un risvolto politico. “L’assenza di una distinzione tra le diverse tipologie di entrata può comportare un utilizzo costante e ripetuto di entrate vincolate per il finanziamento di spese correnti che altera gli equilibri e non consente l’emersione di situazioni deficitarie o sofferenze di cassa”, sottolinea la Corte. Secondo cui “la grave irregolarità comporta una non corretta rappresentazione del fondo di cassa nel conto presentato dal tesoriere dell’ente”.
Adesso gli uffici comunali hanno sessanta giorni di tempo per adottare le misure correttive.
Di fronte ai rilievi della magistratura contabile della Toscana, arriva la replica dell’ex assessore al bilancio Valter Nebbiai. Che sottolinea come la contestazione di cui è stato oggetto il Comune di Livorno relativo al bilancio 2013 riguardi tutti i Comuni della Toscana. «La questione - dice Nebbiai - è essenzialmente tecnica e le ragionerie stanno esaminando l'argomento insieme ad Anci Toscana, perché solo nella nostra regione sono stati inviati quei rilievi, al fine di predisporre una risposta alla Corte comune e condivisa».
Entrando nel merito, secondo Nebbiai, «c'è da rilevare che la disciplina è controversa. Infatti l'obbligo di contabilizzazione della cassa vincolata chiaro e preciso è scattato nel 2015».
Nebbiai fa alcuni esempi. «Il retratto di un mutuo, secondo la Corte, dovrebbe essere vincolato all'uso per cui è stato richiesto. Ed è giusto. Però facendo un'attenta e programmata analisi della cassa, come abbiamo sempre fatto a Livorno, i capitoli venivano sempre ristorati con le altre entrate previste nel bilancio, evitando così di andare in anticipazione bancaria. Accadimento mai avvenuto al Comune di Livorno fino al 2014».
Altro esempio che propone l’assessore al bilancio della giunta Cosimi sono i proventi da oneri di urbanizzazione: «Si individuano come vincolati e quindi non andrebbero usati per altro - sottolinea Nebbiai -. Invece il loro utilizzo è previsto dalla legge».
Secondo Nebbiai nessuna preoccupazione deve scattare per la tenuta dei conti. «Al 31 dicembre 2013 la cassa del comune era pari a circa 16 milioni di euro. Non ho alcun dubbio che gli uffici saranno in grado con la consueta attenzione e professionalità a dare le ulteriori e dovute spiegazioni. Conseguentemente le amministrazioni potranno adeguarsi e qualcuna lo ha già fatto».
(g.corsi)
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