Gioco
Ricordando i bimbi morti nel rogo
Deposti i fiori alla lapide di una delle piccole vittime della tragedia
LIVORNO. Un mazzo di fiori bianchi, con gigli e roselline, e la scritta “Città di Livorno” ricorda il tragico rogo di via Pian di Rota nel quale, otto anni fa, nella notte tra il 10 e l'11 agosto 2007, persero la vita quattro bambini rom. I fiori sono stati depositi, ieri mattina, alla base della lapide di uno dei bambini, Lenuca Caldarar, che aveva soli sei anni, al cimitero comunale dei Lupi, dall'assessora Francesca Martini. Nell'incendio, divampato nella baracca dove dormivano i piccoli, persero la vita anche i fratellini Eva, Danchiu e Nengi i cui resti, per volontà dei genitori, sono stati trasferiti in Romania a maggio dello scorso anno. "Un momento di raccoglimento – spiega l'assessore dopo aver deposto i fiori – per una tragedia che scosse Livorno, ma anche tutta l'Italia. Situazioni di rischio non devono più succedere. Solo attraverso la memoria l'attenzione può e deve rimanere alta". Ha aggiunto: "La drammaticità dell'evento deve essere monito costante affinché permanga una soglia di attenzione alta verso situazioni di disagio sociale e discriminazione, non più tollerabili. Un pensiero speciale – conclude – in questa giornata particolare va a coloro la cui sopravvivenza e i cui diritti essenziali non sono garantiti: il sentimento solidaristico è importante, è necessario che arrivi da parte di tutta la cittadinanza". Alla commemorazione, che il Comune di Livorno organizza ogni anno, hanno partecipato i consiglieri Pd, Monica Ria e Jari De Filicaia, insieme al segretario comunale Federico Bellandi. "A quella tragica data – spiega Monica Ria – si associano tanti brutti ricordi: una giornata drammatica per l'intera comunità livornese. I bambini dovrebbero avere il diritto di vivere un'infanzia spensierata. I livornesi conservano in cuor loro il ricordo di questa giornata". "Nei livornesi – aggiunge Bellandi – credo sia ancora vivo il ricordo di una tragedia così grave. È necessario – concludere – restare umani soprattutto quando, nel dibattito su temi come quello dell'accoglienza, si parla di bambini".
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