Il Tirreno

Livorno

Bimbo conteso, la madre al Tribunale: «Dopo la fuga il papà non veda il figlio»

di Federico Lazzotti
Alessandro, il papà che ha portato via il figlio
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Alessandro, il papà che ha portato via il figlio

Livorno, depositata dal legale della madre la richiesta al giudice, l’incontro di martedì 11 luglio rischia di saltare. Il padre: facciamo pace, non deve soffrire

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LIVORNO. Alessandro rischia di non vedere più il figlio che ha portato via per un giorno, almeno finché il giudice non verificherà il comportamento che ha tenuto da quando gli è stato comunicato che gli incontri con il bambino sarebbero avvenuti alla presenza degli assistenti sociali. Era il 31 luglio scorso.

È questa la richiesta presentata in Tribunale ieri mattina attraverso un’istanza firmata dal legale della mamma del piccolo, l’avvocato Paola Bernardo. Una mossa che in caso di accoglimento rischia di far saltare, fin da subito, l’incontro tra padre e figlio che dovrebbe svolgersi a casa dell’uomo, ad Antignano, martedì 11 agosto dalle 14 alle 19.

«Sono in ansia e ho l’angoscia soprattutto il bambino - racconta l’uomo dopo aver saputo della richiesta - perché nel caso in cui il giudice la accolga non vedrà suo padre. E dire che nell’ultimo anno i nostri incontri sono avvenuti liberamente e senza che ci fosse il minimo problema. Spero solo che il giudice, in cui ripongo la mia fiducia, valuti questa situazione attentamente e si faccia guidare dal buon senso, senza fare del male a un bambino negandogli di stare con suo padre. Io se devo pagare sono pronto a farlo a livello penale».

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A supporto della richiesta della madre vengono elencati una serie comportamenti che l’ingegnere di 39 anni ha tenuto e che avrebbero avuto ripercussioni negative sulla psicologia del piccolo. In particolare si fa riferimento ai documenti pubblicati da Alessandro sul proprio profilo Facebook nei quali avrebbe diffamato l’ex moglie, i suoi familiari e le forze dell’ordine.

C’è poi, siamo al 4 di agosto, il volantinaggio non autorizzato compiuto davanti allo stabilimento balneare dei Pancaldi nel quale ha distribuito un foglio con accuse molto pensanti che ha poi pubblicato anche on line. Il giorno seguente, invece, avrebbe inviato una mail ai genitori dei bambini che frequentano la stessa scuola del figlio. Arriviamo così al 6 agosto, giorno in cui, durante il primo incontro protetto col figlio, Alessandro con uno «scherzetto» agli assistenti sociali è fuggito a bordo del suo furgone portando con sé il bambino prima di essere rintracciato dalla polizia 24 ore più tardi all’Acqua Village di Marina di Cecina.

Al padre vengono contestate, tra le altre cose, l’assenza di consapevolezza e la gravità delle azioni compiute. Inoltre si ipotizza l’imprevedibilità dei suoi comportamenti e la possibile reiterazione di gesti eclatanti come quello compiuto la settimana scorsa.

«Non capiscono che si è trattato solo di un gesto d’amore. - ribatte Alessandro - Nelle 24 ore che abbiamo trascorso insieme, nostro figlio non è mai stato in pericolo. Vogliono sapere che cosa abbiamo fatto? Quello che facciamo sempre: siamo andati a fare il bagno a Calignaia e poi a mangiare una pizza al Sassoscritto e il giorno dopo siamo stati all’Acqua Village. Credo - prosegue - che sarebbe opportuno un incontro distensivo, un gesto di pace, affinché il bambino possa aver, com’è nel suo diritto, una padre e un padre che gli vogliano bene e che lo seguono».

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