Gioco
A pelo d’acqua sui fossi. Tavole e pagaie accendono la Venezia
Appassionati e curiosi applaudono dalle spallette. Una cinquantina i protagonisti dell’originale parata
LIVORNO. Esclamazioni. Applausi. Apprezzamenti: quasi una standing ovation arriva dalle spallette lungo i canali della Venezia, al passaggio dell’originale parata.
Uno, dieci. Venti. Cinquanta. La tribù del mare si sposta nei fossi labronici con tavole e pagaie per “camminare” a pelo d’acqua. Ecco la lunga scia dei Sup. Lo spettacolo insolito attira e catalizza lungo i canali centinaia di curiosi.
«Avviamo cominciato praticamente dopo il tramonto e poi abbiamo continuato ad a fare questa suppata lungo i canali di sera: siamo rientrati alle 23», racconta Dario Guarducci, uno dei protagonisti e promotori dell’iniziativa firmata dal Centro Windsurf Tre Ponti. In prima posizione una barca con tanto di bandiera del centro e musica: poi loro. La più piccola suppista intenta a remare è Olga. Lei ha 9 anni e da tempo ormai fa parte della scuola di windsurf dei Tre Ponti. Poi ci sono i compagni di emozioni a pelo d’acqua, tra cui Pietro, 16 anni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.11919040:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11919040:1652101294/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
In parata sono tanti i ragazzi dai 9 ai 16 anni. E poi con loro non mancano certo i lupi di mare storici, quelli che da anni ormai cavalcano le onde con tutti i tipi di tavole. Con la vela, con l’aquilone, con la pagaia. O con la semplice tavola: non importa come, basta uscire e provare l’adrenalina che solo il mare riesce a far sgorgare.
«E’ stata proprio una bella esperienza: avevamo di fronte a noi una cornice insolita ma bellissima, ovvero la nostra città vista da un’altra prospettiva», continua Guarducci. Intorno alle 20 la tribù parte dallo scalandrone degli Scali d'Azeglio e poi via, a scivolare lungo i fossi di piazza Cavour, scali Olandesi, sotto piazza della Repubblica (il"Voltone"), Fortezza Nuova e rientro sugli Scali Novi Lena per un aperitivo alle cantine. Qui musica, buffet, allegria. Poi alle 23 si riparte per tornare a casa.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11919048:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/08/11/news/e-a-ferragosto-tutti-in-sup-dai-3-ponti-a-vada-1.11919048]]
Ancora a pelo d’acqua. A colpi di pagaia. L’allegria regna sovrana. In tutta la traversata cadono in acqua un paio di persone. Poco male, si risale e si continua a pagaiare. «Da questa prospettiva si riescono pure a cogliere aspetti della Venezia che normalmente dalla strada non si vedono: dettagli delle cantine, sotto i ponti», continua.
La suppata lungo i fossi è un’iniziativa che piace anche all’amministrazione comunale di LIvorno. C’è la volontà di bissare il prossimo anno, all’interno della kermesse di Effetto Venezia. «Anche quest’anno dovevamo farla per Effetto Venezia ma per problemi logistici e di sicurezza non è stato possibile: l’anno prossimo ci hanno garantito dal Comune che troveremo il modo di inserire la suppata proprio nel programma della manifestazione. Comunque dobbiamo ringraziare Comune e Capitaneria per averci dato la possibilità di farla», aggiungono dal Centro Windsurf, perenne vulcano di iniziative a tema. Un esempio? L’Aperisup del giovedì che ormai richiama ai Tre Ponti tanti appassionati e curiosi che con 10 euro noleggiano una tavola e dopo brindano a colpi di cocktail.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
