Gioco
I parlamentari M5s bocciano il piano industriale di Aamps
Livorno, durissima analisi del deputato Zolezzi (commissione ambiente della Camera): «Così ci sconfessiamo da soli e l’amministrazione rischierà di doversi dimettere, serve un progetto di dismissione dell’inceneritore»
LIVORNO. «Il piano industriale di Aamps non solo sconfessa completamente tutte le politiche fatte dal M5s in tema di prevenzione e gestione dei rifiuti, ma costituisce un pericolosissimo precedente politico nel quale le opposizioni potrebbero trovare terreno fertile e in prospettiva breve, portare anche alle dimissioni dell'attuale amministrazione». Non sarà la posizione ufficiale del movimento Cinque Stelle, ma se una bocciatura di questo tenore porta la firma di un deputato grillino membro della commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, non può passare inosservata.
L’analisi scritta dal pisano Luca Roggi (assistente parlamentare grillino e membro della commissione ambiente pentastellata) e controfirmata con una serie di annotazioni in rosso dal medico Alberto Zolezzi (deputato eletto in parlamento in Lombardia), è stata presentata dallo stesso Roggi venerdì pomeriggio ad un ristretto gruppo di consiglieri livornesi del movimento.
Proprio in quella riunione è avvenuto il duro scontro verbale tra Roggi e Giovanni Gordiani - di cui abbiamo scritto ieri -, con l’assessore all’ambiente che ha contestato il report proveniente da Roma definendolo falso, pretestuoso e qualunquista.
E così ora il movimento si trova di nuovo ad un bivio davanti a cui rischia di spaccarsi: schierarsi dalla parte del deputato Zolezzi o da quella dell’assessore Gordiani e del presidente Iacomelli?
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Una domanda che non può non solleticarne un’altra, più politica: perché una critica così netta e tranchant è piovuta da Roma proprio ora, mentre il piano industriale stava raccogliendo apprezzamenti sia nel gruppo di maggioranza che tra le opposizioni, nell’idea che potesse rappresentare lo snodo per il rilancio di Aamps e il giusto compromesso tra la sostenibilità economica aziendale (nessuna terza linea, nessun incremento del lavoro dell’inceneritore, ma neanche un suo spengimento) e l’obiettivo rifiuti zero (attraverso ricicleria, rifabbrica, ampliamento del porta, impianto di compostaggio)? In altre parole: c’è l’obiettivo di fermare il lavoro di salvataggio e rilancio dell’azienda condotto da Iacomelli in vista dell’entrata (o della non entrata) in Retiambiente, o la posizione ambientalmente integralista del documento Zolezzi-Roggi è semplicemente l’altra faccia del movimento, quella che - sulla stregua del no alla Darsena Europa - adesso pone “il piano di dismissione progressiva dell'inceneritore” tra gli obiettivi che Aamps si deve dare?
Una cosa è certa: il dibattito sul piano industriale a questo punto non potrà che uscire dalle stanze del movimento per spostarsi in consiglio comunale, così come hanno auspicato Nogarin e Gordiani. E lì avverrà il vero confronto, davanti ai numeri e alle spiegazioni tecniche che i vertici di Aamps daranno.
Un Romano per l’altro. Va detto che le sette pagine dell’abstract, intitolate “Parere motivato sul piano industriale di Aamps 2015-2019”, riportano - anche ad una prima lettura - una serie di inesattezze evidenti. A cominciare dall’introduzione in cui si cita la critica al piano industriale di Andrea Romano, ex consigliere Idv, scambiandolo per il deputato del Pd. “E’ singolare che un parlamentare del Pd (Romano) faccia delle critiche ad un piano industriale che sembra scritto dal suo partito, ed è ancor più singolare che dopo 66 anni di gestione Pd egli pretenda che il disastro Aamps (disastro creato dall'amministrazione Pd a suo uso e consumo) sia risolto in quattro e quattr'otto”, è l’incipit della relazione.
«Il piano del Pd». Entrando nel dettaglio del documento firmato da Roggi e Zolezzi, quasi niente viene salvato del piano industriale. “E’ necessaria una riscrittura radicale di questo piano, perché così com'è non è possibile raggiungere alcun compromesso onorevole nè in linea con il programma M5s”, scrive Roggi. Anzi: “Il piano non si discosta di molto da un qualunque piano che potremmo contestare o aver contestato in passato se fosse stato elaborato da una qualsiasi amministrazione Pd”.
E a proposito di Pd, anche sull’impianto di trattamento della frazione organica - che Iacomelli propone per smaltire l’organico senza il ricorso ad impianti esterni - Zolezzi contesta: “In realtà si tratta di una mistificazione semantica in puro stile Pd - scrive -. L'impianto in questione è un gassificatore di rifiuti organici (impianto di recupero energetico) finalizzato all'accaparramento degli incentivi statali sulle rinnovabili”.
«Porte aperte alla mafia». Duramente contestato è anche il progetto di Iacomelli di “compostare la frazione organica, gli sfalci e le potature andando a recuperare materia e biogas".
“Dal punto di vista ambientale il recupero energetico non ha nulla a che fare con il compostaggio - accusano Roggi e Zolezzi -, la frase in questione è finalizzata solo alla costruzione del gassificatore che a sua volta è utile solo ad accaparrarsi gli incentivi delle rinnovabili. Tale frase è sintomatica dell'approccio arretrato con il quale si è compilato l'intero piano: se prima si volevano costruire inceneritori per prendere gli incentivi, ora si fanno i gassificatori per lo stesso motivo. Inserire un impianto del genere senza nemmeno averne verificato la necessità, il devastante impatto ambientale e sanitario, il rischio di esplosioni, di incendi e di incidenti vari (specialmente se viene fatto al Picchianti) e le possibili alternative, dimostra quanto in questo caso nulla distingua l'amministrazione M5s da quelle che l'hanno preceduta”.
E Zolezzi aggiunge: “È noto che le storture degli incentivi alle fonti rinnovabili (Fer) in Italia, che non valutano aspetti ambientali né indici di ritorno energetico, stanno attirando appetiti di delinquenti provenienti da tutto il mondo. Il latitante Matteo Messina Denaro sta appunto investendo in Fer: il piano Aamps potrebbe avere l'unico pregio di contribuire alla cattura del latitante”.
«Un porta a porta ridicolo». Roggi e Zolezzi contestano anche uno degli argomenti su cui tutti a Livorno sembrano essere d’accordo: i costi del porta a porta. “L’affermazione dei costi crescenti a causa dell'espansione del Porta a porta è tutta da dimostrare. Non sono presenti le fonti, non si parla dei ricavi dalla vendita dei materiali, non si considerano le economie derivanti dal mancato smaltimento - scrivono -. E' vero che essendo sia il comune che Aamps in conflitto d'interesse (il primo perché proprietario di Aamps, e quindi non interessato alla prevenzione, e la seconda proprietaria di un inceneritore quindi non interessata a fare riciclaggio) da una parte pagano e dall'altra riscuotono, ma in questo modo ci rimettono i cittadini”.
E poi a proposito dell’ampliamento da 20mila a 30mila livornesi del servizio, con l’espansione a Montenero e Collinaia, aggiungono: “Sarebbe più onesto dire che non si intende estendere il porta a porta a tutta Livorno per il semplice motivo che l'inceneritore si ritroverebbe senza combustibile e l'Aamps dovrebbe mendicare in giro rifiuti speciali per farlo funzionare”.
“E' ridicolo - continuano - estendere solo a 30mila abitanti, tanto più che a Montenero c'è il problema dei flussi turistici. Sarebbe necessario prima fare una seria analisi merceologica per capire quanti urbani propriamente detti e quanti assimilati, e solo dopo si vede cosa va fatto. In ogni caso il porta a porta va fatto da subito su tutta la città”.
La posizione del gruppo consiliare. Oggi però - lunedì 10 agosto - sulla pagina Facebook del gruppo consiliare M5s è stato pubblicato un video, in cui il consigliere Mirko Barbieri in qualche modo chiarisce la posizione del gruppo sul piano industriale e anche sull'inceneritore.
Uno dei punti focali è il piano industriale di rilancio che prevede 17 punti che permetteranno ulteriori entrate correnti per 5 milioni - dice Barbieri - e il generare ulteriori entrate servirà per avviare un processo che miri pian piano ad allontanarsi da politiche di incenerimento.
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