Gioco
Papà Alessandro dopo la fuga col figlio: «Vi racconto la notte più bella della nostra vita»
Livorno, l’ingegnere di 39 anni, all’indomani racconta la sua mini vacanza: "Al bimbo ho detto che avevamo fatto una marachella, ora chiedo scusa"
LIVORNO. Alessandro, padre senza un figlio da accudire, non dorme da due notti: la prima, in fuga, l'ha trascorsa a guardare riposare «il suo topolino». «Non dormivamo insieme da quasi due anni - dice chiudendo gli occhi - non potevo perdermi un'occasione simile: gli ho stretto la mano e l'ho sentito respirare. Ci cercavamo. Guardare un bambino che riposa è una cosa meravigliosa, se è tuo figlio poi, e non lo fai da tanto, lo è ancora di più».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11909522:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/08/09/news/com-e-difficile-essere-genitore-1.11909522]]
La seconda, invece, l'ha passata a rispondere agli oltre trecento messaggi che si è trovato in posta quando ha riaperto il computer dopo “la mini vacanza” non autorizzata finita venerdì, dopo 24 ore di ricerche, all'Acqua Village di Marina di Cecina con l'arrivo della polizia. «Una donna di mezza età mi ha mandato un messaggio che mi ha colpito molto. Mi ha detto: “Hai gli occhi rossi, vuol dire che hai pianto molto”. È vero».
Poi aggiunge: «Tutta questa attenzione mi fa piacere, il mio obiettivo era quello di lanciare un sasso nello stagno e smuovere le acque. A spingermi in questo casino è stata la disperazione e una riflessione: non volevo che un giorno mio figlio mi dicesse che non avevo avuto il coraggio di lottare per lui. Purtroppo però, per ritrovare la normalità perduta, ho dovuto fare una cosa fuori dal comune di cui pagherò le conseguenze penali. Ho sbagliato e chiedo scusa. E dico a tutti i padri che vivono situazioni simili: non fate come me. Ma adesso l'unica cosa che chiedo è che la giustizia non usi mio figlio per punire me, ma pensi a fare il bene del bambino».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11904522:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/08/08/news/il-padre-in-fuga-per-un-giorno-col-figlio-ci-siamo-presi-un-po-di-tempo-per-noi-1.11904522]]
Alessandro, partiamo dalle ventisette ore in fuga con suo figlio..
«È stato il giorno più bello della nostra vita. Lo sa perché? Perché per una volta non dovevamo guardare l'orologio. Aveva del tempo davanti a noi, non sapevo quanto, ma lo avevamo. Negli ultimi due anni, da quando io e mia moglie ci siamo separati, ogni incontro con mio figlio è stato una corsa contro il tempo. A volte l'ultimo boccone della cena lo abbiamo mangiato in macchina. In questo caso, invece, ci siamo goduti ogni momento».
E quindi come avete speso il vostro tempo mentre le forze dell'ordine di tutta Italia vi davano la caccia?
«A fare le cose normali che fanno un padre e un figlio insieme: siamo stati a fare il bagno, a mangiare e poi sabato abbiamo deciso di andare alla Acqua Village di Cecina. Glielo avevo promesso. Insomma per 24 ore mi sono occupato di lui come fa di solito un padre. Ma sapevo che prima a poi ci avrebbero trovati».
Per un giorno interno ha eluso i controlli delle forze dell'ordine: la cercavano ovunque e voi eravate praticamente a casa.
«Ho preso qualche precauzione e mi sono affidato al cielo».
Ma se non vi avessero trovati che cosa avrebbe fatto? Quando avrebbe riportato suo figlio a casa?
«Ho cercato di renderlo partecipe della storia. Appena mi avesse detto che voleva tornare lo avrei riportato indietro».
Invece ci racconti come ha pianificato la fuga con il bambino?
«Da qualche tempo avevo chiesto a mio figlio se gli sarebbe piaciuto fare una mini vacanza con me. Era contento, ho capito che lo desiderava, quindi mi sono dato da fare e ho organizzato il tutto, ma gli ho anche detto che sarebbe finita».
A molti, però, il suo gesto è sembrato una vendetta dopo l'ultima ordinanza del giudice che disponeva che gli incontri con il bambino fossero “protetti”, alla presenza degli operatori sociali...
«Dentro ho tanta rabbia per come sono andate le cose, ma non ho la volontà di fare male a nessuno, in fondo sono un bischero che è finito sopra al palcoscenico. E non ho nessuna sete di vendetta, perché quando soffri vuoi solo la pace».
Beh, ma l'ordinanza l'ha fatta arrabbiare. Su Facebook ha lanciato accuse pensati facendo nomi e cognomi e ha distribuito un volantino dai contenuti pesanti...
«Ho scritto perché nessuno mi ascoltava. E soprattutto perché ricordavo quanto gli incontri protetti che avevamo avuto nel 2013 fossero stati per il bambino un trauma. Non è bello vedere il babbo in una stanza con una persona che lo guarda mentre siete insieme».
Dunque giovedì ha preparato tutto l'occorrente per la fuga e ha aspettato che il bambino arrivasse con le due operatrici per mettere in pratica il piano..
«La mattina ho fatto il pieno di benzina al furgone, poi ho caricato le biciclette, la frutta e la verdura di cui mio figlio è goloso, i giochi, ho preso la roba per il mare, l'attrezzatura, i vestiti di ricambio e ho parcheggiato il furgone in cortile, proprio come si fa quando si deve partire per una vacanza. Quando è arrivato mio figlio con la scusa di prendere un gioco in camera siamo usciti dal retro. Mi spiace aver fatto quello scherzetto alle due operatrici, anche perché una di loro ci è stata molto vicina».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11903968:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/08/08/news/bimbo-portato-via-dal-padre-l-abbraccio-con-mamma-dopo-la-paura-1.11903968]]
Ma come ha giustificato al bambino che andavate via?
«Gli ho detto che babbo aveva fatto una marachella, lui è salito sul furgone e per la prima volta si è allacciato le cinture da solo».
Una marachella che rischia di costargli cara, a livello penale e civile.
«Lo so che sono uscito fuori dalla legalità e la cosa mi sorprende, pensando al me di qualche anno fa. Pagherò, Ma chiedo a tutti di approfondire, di rivedere la storia dall'inizio, di riconsiderare la vicenda e di ascoltare quanto ho detto e ho da dire. Nel 2013 sono stato descritto come un bruto e messo alla gogna, mi hanno “tolto” mio figlio e mi hanno distrutto. Adesso ho affermato il mio diritto di genitore a stare con il mio bambino e se l'ho fatto in questo modo è perché voglio far capire alle istituzioni che i provvedimenti presi sono completamenti abnormi e ingiustificati, oltre che profondamente ingiusti e privi di qualsiasi logica».
Alle spalle c'è un rapporto conflittuale con la sua ex moglie e la sua famiglia. Vi siete visti o sentiti dopo quello che è successo?
«No, non ci siamo né visti né sentiti. Ma soprattutto con lei mi vorrei scusare e le dico che la voglio aiutare, perché sono convinto che anche lei stia soffrendo quanto me».
Da un giorno non vede suo figlio, le hanno detto quando potrete incontrarvi di nuovo?
«No, e fino ad allora porterò con me il ricordo del giorno più bello che abbiamo trascorso insieme. E soprattutto quell'ultimo abbraccio prima che ci separassero di nuovo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
