Il Tirreno

Livorno

Il bambino è tornato a casa «Sereno, ma non racconta»

Il bambino è tornato a casa «Sereno, ma non racconta»

Il legale della mamma: vogliamo garantirgli tranquillità nell’ambiente familiare, ora l’indagine rischia di finire perché la donna non ha fatto denuncia contro l’ex

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Il bambino ha trascorso una nottata serena con la mamma e questo il nostro principale obiettivo: garantirgli serenità in un ambiente familiare il più possibile sereno. Non ha raccontato nulla del suo tempo trascorso con il padre e dunque non sappiamo dove abbiano trascorso la notte precedente».

Così Paola Bernardo, avvocato della madre del piccolo di 5 anni, per oltre 24 ore in fuga con il padre da Livorno, ha raccontato le prime ore trascorse in famiglia dopo una giornata di angoscia.

Resta sul tappeto un’indagine per sottrazione di minore e una vicenda giudiziaria che rischia di intrecciarsi e renderla ancora più complessa con la battaglia legale per la separazione, culminata il 31 luglio in un provvedimento del Tribunale di Livorno che impone al padre visite protette al figlio in presenza degli assistenti sociali.

«Dal nostro punto di vista - ribatte il legale dell'uomo, Marco Guercio - le modalità di gestione del figlio sono già assai ristrette: il Tribunale ha individuato una strada non congrua per una persona non malata, non pericolosa. È un provvedimento irragionevole che ha determinato questa sua reazione. Ingiustificata ma fatta per compiere un gesto simbolico e rivendicare il diritto di un padre di vivere alla luce del sole il suo rapporto con il figlio. Infatti non si mai nascosto: ha trascorso una giornata all'Acqua Village e credo, anche se non me lo ha detto, che abbia perfino dormito in una struttura ricettiva. Al bambino aveva già detto che la sera lo avrebbe riaccompagnato a casa dopo la giornata trascorsa a giocare insieme».

Dunque, in primo piano, si prospetta una battaglia legale per l’affidamento del bambino che mette in secondo piano l’indagine della squadra mobile per ricostruire le 24 ore in cui il padre ha portato via con sé il figlio. Anche perché, come confermano gli investigatori, al momento l’uomo è si indagato per sottrazione di minore, ma lo è solo tecnicamente.

Infatti perché l’indagine vada avanti, visto che si tratta di un reato procedibile a querela, serve la denuncia della madre ed ex moglie dell’ingegnere di 39 anni, che fino a ieri sera non era arrivata. Dunque se non dovesse arriva questo input dall’esterno l’indagine finirebbe in un nulla di fatto.

Discorso diverso se l’uomo fosse stato accusato di rapimento, reato per il quale si procede d’ufficio.

«Non c'è invece al momento alcuna ipotesi di reato legata al rapimento - ha precisato subito dopo il ritrovamento di padre e figlio il capo della squadra mobile di Livorno, Giuseppe Testai - e dunque non è scattato a carico del padre alcun provvedimento restrittivo». Spiegato dunque il motivo per cui l’uomo dopo essere stato portato in questura e stato poi riaccompagnato a casa, ad Antignano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web