Gioco
«Rossi venga al padiglione ancora chiuso»
Nogarin incontra il presidente del consiglio regionale e ribadisce il no al nuovo ospedale. Giani: per il Moby lutto toscano
LIVORNO. «Il nuovo ospedale è una questione abbondantemente risolta, anzi bisognerà rimettere mano all'Accordo di programma perché per noi quello è un capitolo chiuso». Lo ha ribadito ieri mattina il sindaco Filippo Nogarin, in occasione dell'incontro a Palazzo Civico con il presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, accompagnato dai consiglieri regionali livornesi Francesco Gazzetti (Pd) ed Enrico Cantone (M5S).
Come sottolineato dai presenti si è trattato di un confronto costruttivo, nel segno di una reciproca collaborazione. Non sono mancate alcune eccezioni quando però, rivolgendosi alla stampa dopo l'incontro a porte chiuse, Nogarin si è soffermato sul tema della sanità. Il sindaco ripete che «i 100 milioni della Regione di cui si è parlato nell'ambito del nuovo ospedale e del fondo di rotazione non ci sono», e che «ora andrà ripreso il discorso con il neo assessore Stefania Saccardi, alla quale ho chiesto un incontro anche in qualità di presidente della conferenza dei sindaci».
Nogarin ricorda come Livorno «si candidi ad essere la sede amministrativa della nuova grande Asl»: «In Anci ho trovato consensi, mentre a chi avanza altre ipotesi ricordo che la nostra città è la più grande della Toscana, esclusa l'area metropolitana Firenze-Prato».
Infine punta il dito sul secondo padiglione dell'ospedale, pronto da oltre tre anni ma ancora chiuso per un contenzioso amministrativo tra l'Asl e la ditta che ha eseguito i lavori. «Perché – chiede a Giani – non ci facciamo un sopralluogo, magari con Enrico Rossi, così ci dice quando sarà possibile aprirlo?».
Il presidente del consiglio regionale prende nota e assicura che si farà portavoce a Firenze non solo per questi elementi, ma anche per gli altri aspetti emersi nel corso della chiacchierata. «La nostra volontà – spiega Giani – è mantenere i contatti con i sindaci affinché in Regione si possano trattare e risolvere i problemi più sentiti in ambito locale. Abbiamo parlato di porto, infrastrutture e Lotto zero, ma anche di sviluppo turistico e culturale». Secondo Giani «Livorno è una città che più delle altre è stata colpita dalla crisi, ma al contempo, più di altre, ha possibilità di rialzarsi». «E poi – aggiunge – resto sempre colpito dalla bellezza delle fortezze medicee: mi hanno illustrato lo stato dell'arte, spero che presto possano contribuire a rilanciare la città».
Dopo un incontro in Provincia con il presidente Alessandro Franchi (nel corso del quale, tra i vari aspetti, è emersa la volontà di valorizzare il contributo di Livorno e dintorni nel mantenere viva la memoria e i valori del Risorgimento), Giani ha reso omaggio alle vittime del Moby Prince, deponendo un mazzo di fiori alla base della targa all'ingresso del porto. Qui si è fermato a parlare con Loris Rispoli, presidente dell'Associazione 140, al quale ha assicurato che «la Regione seguirà i lavori della commissione d'inchiesta e farà da cassa di risonanza affinché si arrivi ad accertare le responsabilità dell'accaduto». «Dal 10 aprile – aggiunge Giani – in occasione di ogni anniversario della strage proclameremo il lutto regionale».
Soddisfatto il consigliere Gazzetti, da sempre in prima linea sulla vicenda Moby, mentre Cantone, tornando sul tema della sanità, rivela che mercoledì prossimo farà un sopralluogo all'ospedale di Livorno con i colleghi regionali del M5S.
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