Il Tirreno

Livorno

Calafuria: puniti per tre scemi, pronti a chiudere la disco per sempre

di Federico Lazzotti
Calafuria: puniti per tre scemi, pronti a chiudere la disco per sempre

Livorno, dopo il ritiro della licenza per una settimana al locale parla il titolare: danneggiati nel clou della stagione

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LIVORNO. «La discoteca “Precisamente a Calafuria” è stata punita per colpa di tre deficienti che sabato scorso si sono picchiati all’esterno del locale. Ma le conseguenze le paghiamo noi, i nostri clienti e le persone che lavorano qui. Pensi che da mercoledì abbiamo dovuto appendere all’ingresso il provvedimento del questore. È come avere una lettera scarlatta cucita addosso. Noi siamo considerati come gli appestati della movida, anche se in questi anni ci siamo fatti un mazzo grande così per curare l’immagine del locale, garantire la sicurezza all’interno della discoteca e creare un rapporto di collaborazione con le forze dell’ordine.

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Lo sa quanti addetti alla sicurezza abbiamo ingaggiato? Tredici. Tredici persone che conoscono la stragrande maggioranza dei ragazzi che vengono alle nostre feste. Sabato a fare confusione, infatti, sono stati alcuni clienti che non erano mai venuti. Le classiche schegge impazzite che in ogni caso abbiamo contenuto e poi consegnato alla polizia. E ora? Ora stiamo pensando concretamente di chiudere la discoteca o comunque di rivedere la formula del nostro intrattenimento». Simone Gonnelli, uno dei proprietari del locale a picco sul Romito, è un fiume in piena.

Cominciamo da quello che è successo sabato.

«È molto semplice. Sono arrivati tre ragazzi di passaggio e non livornesi. Probabilmente avevano bevuto o comunque erano su di giri. Dentro al locale credo che abbiano dato fastidio a una ragazza che era in un altro gruppo. Ci sono state delle scaramucce. A quel punto la sicurezza è intervenuta e ha accompagnato tutti fuori. È sulla strada che è avvenuta la scazzottata. E nella politica di collaborazione con le forze dell’ordine abbiamo sedato la rissa e chiamato gli agenti».

Ma quello che è successo sabato, secondo la polizia, è solo l’ultimo di una serie di episodi di violenza che hanno avuto come sfondo il suo locale e per questo era stata aperta un’indagine a vostro carico...

«Chiariamo una cosa: gli episodi di violenza o presunta tale sono avvenuti tutti all’esterno del locale e nella stragrande maggioranza dei casi siamo stati noi a pagarne le conseguenze».

Si spieghi meglio.

«Il ragazzo finito in choc etilico aveva bevuto fuori dal locale e da noi non è stato fatto entrare. Successivamente alcuni ragazzi hanno sfasciato alcuni tavoli e sedie, sempre fuori dal locale, come l’altro cliente che ha rotto un lampione. Insomma dentro alla discoteca è sempre stata garantita la sicurezza, come prevede il testo unico».

Secondo lei quanto ha influito il clima che si è creato attorno alle discoteche e la chiusura del Coccoriccò?

«Tantissimo. Il giro di vite è stato dato a livello nazionale, dove adesso basta uno schiaffo per chiudere un locale. Ma questo vuol dire creare un clima di caccia alle streghe. Una politica del terrore che non risolve il problema dell’uso di droghe o dell’abuso di alcol da parte dei ragazzi. Se fosse così semplice allora basterebbe chiudere tutto: i locali della Venezia, le Cantine, piazza della Repubblica...».

Cosa intendete fare adesso come proprietà?

«Rispetteremo il provvedimento di chiusura che riguarda esclusivamente la discoteca, ma con l’ avvocato abbiamo già presentato un ricorso perché a nostro avviso ci sono elementi di illegittimità».

Oltre all’immagine, c’è anche un danno economico, lo avete stimato?

«Meglio non farlo. In ogni caso in sette giorni perdiamo quattro serate, quella di mercoledì, venerdì, sabato e domenica. E questo avviene nella settimana clou della stagione estiva. Per Ferragosto, infatti, ci sarà un calo fisiologico perché i livornesi andranno altrove a passare quei giorni. Ma ripeto: oltre al danno economico a noi e ai nostri dipendenti, c’è un danno all’immagine che è ancora peggiore. Pensi che il giorno dopo il provvedimento mi hanno chiamato preoccupate persone che avevano prenotato anche per il ristorante....»

Ecco perché state pensando di chiudere la discoteca?

«È palese che a Livorno nessuno vuole un locale come il nostro in città. Ecco perché dopo quello che è successo assieme agli altri soci stiamo pensando di rivedere la formula con importanti modifiche, oppure sì, anche di chiudere per sempre. In quel caso credo che sarebbe una sconfitta, non solo per noi, ma per tutta la città».

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