Il Tirreno

Livorno

ma c’è l’altolà tecnico degli uffici comunali

Marzovilla nel cda di Piattaforma Biscottino con Palumbo

LIVORNO. L’ex consulente di Aamps, Andrea Marzovilla, è stato nominato nel Consiglio di amministrazione della società Piattaforma Biscottino. Una nomina che però, sotto il profilo formale, non...

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LIVORNO. L’ex consulente di Aamps, Andrea Marzovilla, è stato nominato nel Consiglio di amministrazione della società Piattaforma Biscottino. Una nomina che però, sotto il profilo formale, non convince i dirigenti del Comune di Livorno. Il motivo? «La società – si legge nel rapporto consegnato alla giunta dal dipartimento Programmazione economico finanziaria – ha proceduto alla nomina del componente del Cda di Piattaforma Biscottino, controllata di Aamps, nella persona del dottor Marzovilla. Tale nomina risulta dubbia nella legittimità in quanto non è stata preceduta da una formale designazione da parte dell’amministrazione comunale, come accaduto in precedenza con atto sindacale numero 51696 del 27/03/2013, in quanto lo statuto di tale società prevede all’articolo 15 che la nomina sia di competenza del Comune di Livorno».

Questo scrivono gli uffici. Come si legge sul sito il presidente del Cda è Giuseppe Toscano, mentre consiglieri sono Andrea Marzovilla e, già da tempo, Andrea Palumbo.

Marzovilla, arrivato ad Aamps a febbraio «su richiesta del Comune», come specificato nel rapporto, ha formalmente concluso il suo incarico a luglio: insieme alla sua consulenza sul piano industriale, ha prodotto l’ormai famosa cartellina verde poi finita in Procura, con le cinque contestazioni alla gestione Aamps pubblicate giovedì dal Tirreno.

Nel rapporto degli uffici le modalità di nomina di Marzovilla nel cda del Biscottino rappresentano l’ultima di una serie di criticità nei rapporti Comune-Aamps nei primi tre mesi di quest’anno. «La presenza dell’affidamento in house e dell’esercizio del controllo analogo – si legge – risultano del tutto incompatibile con quanto accaduto nel primo trimestre 2015 nella società; l’assenza di idonea documentazione preliminarmente alle assemblee dei soci e la mancanza di programmazione di misure straordinarie di carattere economico patrimoniale collegate ad azioni di razionalizzazione dei costi del servizio e dei costi generali a salvaguardia della continuità aziendale hanno generato molteplici effetti negativi». (j.g.)

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