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La bolletta dell'acqua: come leggerla evitando le trappole
Controllo dei contatori, spese fisse, le vie per contestare: la bolletta in sette domande e risposte
Ma come si legge una bolletta dell’acqua? Perché troppo spesso ci si trova davanti a pacchetti di carta che elencano voci e cifre senza soluzioni di continuità, ma con la catteristica comune di essere sempre poco comprensibili? E inoltre, se i conti non tornano, che cosa si può fare in concreto? Sono queste alcune delle domande a cui abbiamo cercato di rispondere con l’aiuto di Vincenzo Donvito presidente nazionale dell’Aduc, associazione di consumatori con sede a Firenze.
1) ARRIVA IL CONTO: COSA FARE?
Come spiegano proprio dall’Aduc, va subito premesso che per la verità la bolletta dell’acqua non è poi tra le più complicate, almeno rispetto ad elettricità e gas, per cui la prima cosa da controllare è la congruità dei numeri dei consumi rilevati con quelli riportati sul contatore: chiaro che tra la lettura e l’emissione ci sono anche dei consumi, ma in generale non ci deve essere troppa differenza.
2) CONSUMO REALE O PRESUNTO?
Davanti ai numeri bisogna quindi andare a controllare se il totale di metri cubi per cui si richiede il pagamento è reale, cioè è legato ad una vera e propria lettura da parte degli addetti, oppure presunto, cioè calcolato sulla media dei consumi: è questo il caso più delicato, perché sarà poi soggetto sicuramente a un conguaglio. Dall’Aduc segnalano ad esempio il caso limite del subentro di un utente, magari una famiglia, che sostituisce un single. Nessuno dei gestori fa questo tipo di controllo, ma può accadere che il consumo precddente medio era 100 e quello successivo 400, situazione che porta direttamente ad una salatissima bolletta successiva, vista l’ampia divergenza delle stesse medie.
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3) AUTOLETTURA OBBLIGATORIA?
Obbligatoria no, ma è meglio farla. Quello che abbiamo esposto prima è infatti anche il motivo per cui conviene sempre, se l’addetto dell’ente fornitore non trova mai nessuno in casa, procedere con l’autolettura, possibile normalmente anche via telefono utilizzando i numeri verdi messi a disposizione dal gestore. È una specie di “investimento”, visto che permette di mantenere una regolarità nei pagamenti ed evitare controversie.
4) SE I NUMERI NON TORNANO?
Se leggendo la bolletta qualcosa non torna il consiglio dell’organizzazione dei consumatori è quello di passare al controllo del contatore. In sostanza, si tratta di chiamare un addetto dell’azienda fornitrice del servizio, ma l’intervento sarà gratuito soltanto se viene rilevato un guasto, altrimenti si dovrà pagare. «Per questo - aggiungono dall’Aduc - suggeriamo di ricorrere ad un tecnico esterno per un controllo preliminare o a un’operazione molto semplice: chiudere tutti i rubinetti e gli utilizzatori d’acqua di casa e vedere se il contatore gira lo stesso. Se accade qualcosa del genere, vuole dire che ci sono dei problemi di perdite che richiedono quindi un intervento ad hoc. Perdite che sono all’ordine del giorno in un sistema idrico fatiscente come quello italiano dove il 30 per cento di quanto trasportato viene praticamente perduto».
5) PIÙ SPESE DEI CONSUMI?
Un assurdo che può accadere, soprattutto se di acqua in fondo se ne consuma poca, cosa che accade in particolare nei piccoli gruppi familiari. Le spese di gestione, diverse a seconda degli enti coinvolti, oscillano generalmente tra i 10 ed 20 euro e sono da considerarsi fisse: in presenza appunto di consumi limitati, può accadere che in bolletta pesino di più. Da aggiunge inoltre l’Iva sull’imponibile totale che ammonta al 10 per cento.
6) E SE PAGA IL CONDOMINIO?
Quando si parla di acqua, va anche considerata la situazione, diffusissima in Italia, del contatore unico condominiale quindi dell’entrata in campo di un terzo soggetto: l’utente finale non guarda quindi effettivamente la bolletta del fornitore, ma la richiesta da parte dell’amministratore. Qui, in caso di problemi, la situazione si complica perché le tubature sono in pratica “divise” in tre: quelle che portano l’acqua al contatore generale che sono di competenza del gestore; il tratto da quest’ultimo ai contatori individuali legato invece al condominio; l’impianto di casa che è di competenza individuale. Identica, rispettivamente, la divisione delle responsabilità.
7) E SE VOGLIO CONTESTARE?
Concludiamo con la situazione attualmente più complessa: la bolletta non ci torna e si decide di contestare la cifra da pagare. Se c’è di mezzo il condominio (vedi la domanda precedente), l’unico sistema è quello di rivolgersi all’amministratore che poi, eventualmente, procederà nei confronti del gestore. Se invece il rapporto è diretto, in pratica gli utenti sono divisi tra serie A e serie B. Per chiarire, quando si tratta di un servizio di telecomunicazioni, si può usufruire del blocco del pagamento fino alla risoluzione della contestazione. Se invece si parla di acqua, in attesa che le competenze dei vari Ato passino in toto all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, si può soltanto fare una raccomandata con ricevuta di ritorno per la messa in mora del fornitore. Ma quest’ultimo, durante la controversia, può chiedere il pagamento anche di cifre consistenti: sospensioni e rateizzazioni sono in pratica affidati al suo buon cuore.
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