Gioco
Bimbo portato via dal padre, l’abbraccio con mamma dopo la paura
Livorno, l’avvocato della donna: felicissimi per come è finita, ora riflessione sui rapporti con l’ex. E spunta una lettera di minacce dell’uomo
LIVORNO. Ventisette ore di cattivi pensieri e paura si sono sciolti in un abbraccio dentro all’ufficio della sezione anticrimine della Questura di Livorno. È in questa stanzetta con tre scrivanie, altrettanti computer e poco fresco che la mamma del piccolo portato via dal padre giovedì 6 agosto e ritrovato il giorno successivo all’Acqua Village di Marina di Cecina ha potuto riabbracciare il figlio perduto.
Per la giovane madre che in mattinata aveva espresso tutta la sua fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e sul buon esito delle ricerche, parla il suo legale, l’avvocato Paola Bernardo, che ha seguito passo dopo passo l’evolversi della situazione.
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«La signora - dice - è ovviamente molto felice e ciò che conta è che il piccolo sia sereno e di nuovo insieme a sua madre. D’ora in poi lavoreremo affinché il piccolo possa crescere in assoluta serenità, anche se necessariamente quanto accaduto dovrà spingere a riflettere su quali potranno essere le future modalità di gestione dei rapporti tra padre e figlio».
Una dichiarazione che fa intravedere nuove battaglie legali dopo quella che ha portato il giudice civile, il 31 luglio scorso, a firmare l’ordinanza restrittiva con la quale obbligava il padre ad incontrare il figlio solo in presenza degli assistenti sociali per due giorni a settimana: il giovedì e il martedì dalle 14 alle 19.
Una decisione che ha innescato la ribellione dell’ingegnere di 39 anni che vive ad Antignano che non ha accettato questa restrizione, una vera ingiustizia per lui, perché faceva entrare nel mondo creato con il figlio degli estranei Eppure alcune avvisaglie di ciò che sarebbe potuto accadere, i parenti della moglie e il loro legale le avevano intraviste qualche giorno prima della notifica dell’ordinanza del giudice.
Secondo gli investigatori, infatti, l’uomo avrebbe inviato alla moglie una lettera che riguardava la situazione familiare che avevano attraversato e nella quale il trentanovenne si diceva convinto che il consulente indicato dal giudice per firmare la perizia gli avrebbe dato ragione e dunque l’affidamento del bambino. E soprattutto che se non lo avesse fatto avrebbe «fatto finire queste storia con il botto».
È con questa lettera in mano che il giorno seguente sarebbe stata firmata una denuncia trasformata dalla Procura in un fascicolo per stalking. «All’interno di quella lettera - replica il legale dell’ingegnere, l’avvocato Marco Guercio - non c’era alcuna minaccia». Quello che è avvenuto nei giorni seguenti, fino alla sparizione del piccolo, è una storia che dovrà ricostruire la stessa magistratura: le frasi pubblicate su Facebbok e il volantinaggio, in particolare.
Ciò che invece ha passato la madre del piccolo da quando è stata informata che il suo ex era andato portando con sé il bambino, fino al momento della telefonata in cui la informavano che era stato ritrovato, è nelle telefonate e nei messaggi a colleghi ed amici.
Una tensione crescente fino alle 17 di venerdì 7 agosto quando una collega della donna che era all’Acqua Village ha chiamato per dire che aveva visto l’ex marito con il figlio. Il resto è la corsa della madre fino agli uffici della questura e l’attesa per quella macchina che da Cecina sembrava non arrivare più in via Fiume. Mamma, però, non ha visto scendere il figlio dall’auto in compagnia del padre nemico con il quale il piccolo è voluto salire per il viaggio. L’ha atteso nell’ufficio al primo piano e lì si sono abbracciati. Un bel finale dopo 27 ore di paura.
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