Il Tirreno

Livorno

L’aumento della Tari confermato anche per i prossimi due anni

di Giulio Corsi
Il sindaco Nogarin col presidente di Aamps Iacomelli
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Il sindaco Nogarin col presidente di Aamps Iacomelli

L’azienda deve recuperare 11,4 milioni di morosità che verranno spalmati fino al 2017 sul tributo La cifra era stata inserita tra le perdite ma la nuova legge permette a Nogarin di trasformarla in tasse

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LIVORNO. Esprime «grande soddisfazione» Filippo Nogarin sulla trasformazione in legge del decreto sugli enti locali che permetterà di trasferire i crediti inesigibili Tia (accumulati da Aamps negli anni 2006-2009) sulla Tari, cioé sull’attuale tassa sui rifiuti. «E' un risultato importante - scrive il sindaco in una nota - che rappresenta un ulteriore elemento di attenta valutazione nella auspicata prospettiva di poter ridurre lo squilibrio di bilancio 2014 di Aamps e che darà la possibilità all'amministrazione comunale di portare avanti il piano di risanamento aziendale».

Che cosa significa? Che - come abbiamo più volte scritto - il rosso choc da 21 milioni con cui è stato chiuso il bilancio 2014 dell’Aamps si ridurrà a circa 10, poiché 11 di quei 21 milioni erano rappresentati da crediti Tia dichiarati inesigibili dalla Sorit, che l’azienda di conseguenza ha messo a perdita.

Ora quei soldi potranno essere recuperati. E Aamps, dimezzando il buco, potrà salvarsi. Ma il salvataggio non avverrà per mano di qualche santo o di un tesoretto magari accumulato nei caveau di palazzo civico. No. Avverrà per mano dei livornesi, costretti a farsi carico della morosità di altri.

La legge infatti dice che i crediti inesigibili Tia possono essere spalmati sulla tassa rifiuti (ora Tari). E dunque che l’aumento della tassa che quest’anno ha toccato punte del 20%, rimarrà anche nel 2016 e 2017, in modo da consentire l’incasso di tre tranche da 3 milioni e 820mila euro nelle casse di Aamps e raggiungere gli 11 milioni e 460mila euro di Tia andata persa.

Risultato: ricadrà sulla collettività la morosità di pochi (che pochi non sono, si parla di circa 2000 utenze, tra domestiche e non).

E’ giusto, si chiedono molti lettori? Secondo la Corte dei Conti della Toscana, no. In un parere espresso a maggio, infatti, la magistratura contabile aveva spiegato che «i minori incassi derivanti dalla mancata riscossione dei crediti maturati sotto il previgente regime (dunque la Tia, ndr) si traducono in perdite definitive a carico del soggetto gestore (cioè Aamps, ndr)».

Un parere che aveva fatto inserire al presidente Iacomelli gli 11 milioni e passa di crediti inesigibili alla voce perdite del bilancio, mettendo in dubbio la legittimità della scelta di palazzo civico, il quale - prima che la Corte si esprimesse - aveva riversato sulla Tari la prima tranche da 3.8 milioni dei crediti Tia inesigibili. Comportando un aumento della tassa che ha raggiunto punte del 20%.

Ora che quell’aumento è consentito dalla legge, Nogarin per salvare i conti di Aamps ha già annunciato di confermarlo anche per il 2016 e 2017. Quei soldi non incassati, secondo il Ministero dell'economia, sarebbero dovuti essere inseriti nella tariffa di anno in anno, provocandone l'aumento graduale, il che per lungo tempo non è stato fatto, è la tesi sostenuta da palazzo civico. Come dire: se l’aumento c’è stato ora e ci sarà ancora nel 2016 e 2017, ed è stato violento sui conti delle famiglie e delle imprese, ciò è dovuto al fatto che la precedente amministrazione avrebbe dovuto anno dopo anno alzare la tassa per recuperare i crediti Tia perduti, mentre invece Cosimi dal 2009 lasciò la Tari invariata .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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