Gioco
In ferie a Livorno ma per rubare Presi i ladri di collane
Nei guai tre giovani, a tradirli la Citroen blu su cui fuggivano Scoperti e denunciati dalla polizia per almeno tre episodi
LIVORNO. Per due settimane hanno seminato il panico in città e anche a Castiglioncello, strappando le catenine d’oro dal collo di donne e anziani. Sbucando dai cespugli, inseguendo le vittime, cercandole meticolosamente nelle zone più isolate e nelle situazioni più favorevoli. Un trend negativo che si era intensificato negli ultimi giorni, ma che grazie a un’operazione della squadra mobile della polizia ora potrebbe subire un’importante battuta d’arresto. Gli investigatori, guidati dal dirigente Giuseppe Testaì, hanno scovato tre dei presunti rapinatori delle collane che nei giorni scorsi hanno terrorizzato i livornesi un po' in tutta la città.
Si tratta di tre slavi, residenti in un campo nomadi di Roma, che sono venuti in “ferie” a Livorno, ma per rubare. Quindici giorni di vacanze che sono fruttati loro almeno quattro collane d’oro: tanti i colpi per ora contestati ai tre giovani dagli investigatori. Secondo la polizia, infatti, i tre denunciati sarebbero dei “trasfertisti”, gente cioè che si muove ad hoc per colpire, e per di più esperti del settore, se si pensa che tutti e tre hanno precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. Le accuse che per ora vengono loro contestate dagli inquirenti livornesi sono furto e rapina. In più occasioni, i malviventi, pur di strappare la catena dal collo, hanno strattonato le vittime. Una delle ultime anziane prese di mira (in via Palestro) è caduta e si è fratturata il bacino. Ma che ad agire, in quel caso, siano stati i tre rom è ancora da dimostrare.
Le indagini, serrate e a tappeto negli ultimi giorni, hanno riguardato tutto il territorio e hanno consentito alla squadra mobile della questura di andare a fondo della questione. I tre giovani denunciati hanno 28, 32 e 35 anni. Ma potrebbero non aver agito da soli: secondo la polizia, che è ancora al lavoro, potrebbero aver avuto dei complici. L’attività investigativa è partita proprio in seguito all’incremento di questo tipo di colpi. Dalle testimonianze delle vittime, raccolte dalla squadra mobile, è venuto fuori che in molte occasioni i malviventi si allontanavano a bordo di un’auto, descritta da molti come una Citroen blu. Alcune vittime avevano anche provato a memorizzare la targa, riuscendovi in parte. Un tentativo, questo, che si è rivelato utile in quanto ha permesso agli investigatori di approfondire le indagini sulla vettura. Dagli accertamenti è venuto fuori così che quella Citroen non era rubata né intestata a uno dei giovani poi denunciati, ma apparteneva a un amico. Da lì è partita una serie di verifiche incrociate, che hanno spianato la strada dei poliziotti.
Alla fine gli investigatori della mobile hanno messo gli occhi addosso ai tre slavi, che si erano spostati in trasferta da Roma alla costa labronica e che avevano alle spalle numerosi episodi simili. I poliziotti, una volta individuato il gruppo, lo hanno pedinato e monitorato a distanza finché hanno deciso di intervenire.
I tre sono stati controllati, fotosegnalati e sottoposti ad indagini: incroci di foto, riconoscimenti da parte di vittime e testimoni, oltre al riscontro di alcuni scontrini e ricevute ritrovate sull’autovettura usata per spostarsi, hanno chiuso il cerchio. È stato così possibile attribuire ai fermati tre o quattrodei furti registrati, avvenuti in centro tra sabato 25 luglio e domenica 26, a cui se ne aggiunge un altro successo a Castiglioncello. In quest’ultimo caso, l’accusa per i tre è stata di rapina impropria: la vittima, una donna di 50 anni, è stata buttata a terra e malmenata. Messa così ko, alla donna è stata strappata la collana d’oro.
Quanto almodus operandi, secondo quanto accertato dalla polizia, gli esecutori materiali dei colpi sono stati tutti e tre, a turno: di solito uno scendeva dall’auto e aspettava la vittima, gli altri invece aspettavano in auto, per poi scappare con la refurtiva a cose fatte.
Sono tutt’ora in corso approfondimenti investigativi: gli indagati, secondo la polizia, potrebbero aver commesso altri reati e con altri complici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
