Il Tirreno

Livorno

Blitz della finanza nella sede di Aamps

di Juna Goti e Giulio Corsi
Blitz della finanza nella sede di Aamps

Su mandato della Corte dei Conti i militari hanno acquisito documenti relativi ai compensi di Angelo Rosi e dell’ex collegio sindacale

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LIVORNO. I militari della guardia di finanza hanno bussato alle porte dell’Aamps. Lunedì 3 agosto sono rimasti nella sede di via dell’Artigianato per quasi tre ore e hanno acquisito – per conto della Corte dei Conti – una serie di documenti legati ai rilievi mossi all’azienda nel 2013 dagli ispettori del Ministero dell’Economia e delle finanze. La visita delle Fiamme gialle, insomma, non ha niente a che vedere con l’attuale gestione della società partecipata (tutta di proprietà del Comune) e con le delicate partite che sono aperte sul fronte del bilancio.

A quanto risulta l’attenzione dei militari (che ieri mattina, alla ricerca di alcuni allegati, hanno fatto anche una telefonata al Comune) si è concentrata sulla documentazione relativa ai primi due punti della relazione che gli emissari del Mef avevano depositato nell’autunno del 2013, dopo l’ispezione fatta nel maggio precedente: al centro c’era la gestione di Aamps fino al dicembre del 2012, quindi prima che alla guida dell’azienda arrivassero il direttore Lorenzo Fommei e l’amministratore Enzo Chioini.

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Ai primi punti di quella relazione, rispetto alla quale Aamps aveva poi presentato le proprie controdeduzioni, c’erano «l’illegittimità inerente all’erogazione dei compensi del collegio sindacale» e l’«indebita erogazione di 218.036 euro più Iva e contributi all’ex amministratore unico pro tempore, Angelo Rosi, per lo svolgimento delle funzioni di direttore generale, in assenza della relazione finale comprovante il raggiungimento degli obiettivi previsti».

Due questioni che nei mesi successivi all’invio delle contestazioni hanno tenuto banco a più riprese nel dibattito consiliare. Almeno fino all’autunno dello scorso anno, quando sono stati gli stessi ex sindaci revisori (Giovanni Verugi, Stefano Tamberi e Alessandra Rusciano) a dire pubblicamente la loro in Comune, nel corso di una commissione infuocata.

«Non abbiamo fatto altro che applicare la legge, le tariffe vigenti e le disposizioni del Comune», hanno ripetuto riferendosi ai compensi del 2011 e del 2012 (peraltro non ancora percepiti perché al centro di una battaglia legale con Aamps).

Quella doppia commissione ha avuto parecchi strascichi: il Comune ha annunciato «azioni risarcitorie o recuperatorie» partendo dal compenso di Rosi; gli ex sindaci revisori hanno querelato per diffamazione l’assessore al bilancio nominato nel frattempo, Gianni Lemmetti, e quindi si è mossa anche la Procura; la presidente della prima commissione e la presidente del consiglio comunale hanno inviato un esposto alla Corte dei conti per segnalare le parole dette e scritte dagli ex revisori che prima delle elezioni amministrative hanno espresso parere negativo sul bilancio di Aamps (poi comunque approvato dall’assemblea dei soci). A tutto questo si aggiunge l’esposto che, sempre in commissione, l’ex collegio ha fatto sapere di aver già presentato alla Corte dei conti. Insomma, tanti intrecci e un bel caos.

Di filoni di indagine aperti sembrano essercene parecchi. E poche settimane fa si è aggiunta anche la famosa cartellina verde portata dal consulente del sindaco, Andrea Marzovilla, davanti alla commissione comunale di inchiesta su Aamps e poi acquisita dalla Procura. Per quella cartellina, appena due settimane fa, nella sede dell’Aamps è arrivata anche la polizia, che il giorno successivo si è presentata in Comune. Si sa che in via dell’Artigianato gli agenti hanno acquisito un’ottantina di carte relative al 2014: si parla di bando per i dispositivi Gps sui camion aziendali e di consulenze fatte fare per la verifica di presunti crediti usurai delle banche.

Per rassicurare i lavoratori e tenere gli animi calmi, lunedì pomeriggio il nuovo presidente del Cda di Aamps, Aldo Iacomelli, avrebbe riunito lo staff interno. Anche perché ora, per i nuovi vertici, la partita è un’altra: approvare il bilancio e dare gambe al piano industriale.

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