Gioco
Un piano industriale da 27 milioni e Aamps ne risparmierà 5 all’anno
Ecco il progetto presentato al sindaco: tre anni di investimenti, quindici per l’ammortamento L’internalizzazione dei servizi comporterà un incremento del personale di 95 unità ma a minor costo
LIVORNO. Incremento del porta a porta, ricicleria, rifabbrica dei materiali, impianto di compostaggio in house. C’è un denominatore che accomuna i progetti inseriti nel piano industriale che il numero uno di Aamps Aldo Iacomelli ha consegnato nei giorni scorsi al sindaco Nogarin: evitare il più possibile la produzione di rifiuti e dunque il loro conferimento in discarica o nell’inceneritore. «In una parola puntiamo a rifiuti zero», dice il presidente.
Nessun progetto sull’inceneritore. Per farlo Iacomelli ha elaborato insieme ad uno staff di 15 persone scelte all’interno dell’azienda, un business plan con 17 progetti, «molti dei quali innovativi e tutti focalizzati sul riuso, recupero di materiali e riciclo», sottolinea. Aggiungendo con un certo orgoglio: «Nelle 149 pagine del pamphlet non vi è alcun progetto sull'inceneritore, per il quale non sono previsti incrementi nel trattamento dei rifiuti».
Il ruolo di Livorno in Ato. Il piano è apparentemente molto costoso: 27 milioni di investimenti. Ma ha un’ambizione: poter trasformare Aamps da perenne problema quotidiano dell’amministrazione comunale a elemento di prestigio, «dotandola di impianti ed esperienze tali da far esercitare al Comune un ruolo da protagonista in Ato Toscana Costa e nel futuro gestore unico, in rapporto commisurato al peso strategico ed economico della città», continua Iacomelli.
La palla al consiglio comunale. Il sindaco Nogarin ha ricevuto il documento il 21 luglio e durante l’assemblea dei soci del 29 ha annunciato di voler coinvolgere il consiglio comunale. Una volta che il consiglio l’avrà approvato, «si procederà a definire il fabbisogno finanziario per garantire la realizzazione degli investimenti previsti nel piano, subordinato alla creazione di risparmi gestionali che consentiano di rendere il servizio più efficiente, efficace ed economico», ha detto Nogarin.
95 lavoratori in più e costi più bassi. Perché il consiglio comunale dovrà promuovere il piano? Nella proposta di Iacomelli, non c’è solo la riduzione della produzione di rifiuti e la trasformazione di Livorno in una eccellenza italiana in ambito ambientale. Sul tavolo il progetto industriale mette anche altri due ritorni: un incremento occupazionale e risparmi a breve termine sulle spese di Aamps e dunque sulla tasche dei livornesi.
«Gli investimenti nelle diverse tipologie di impianti, porteranno a 95 unità in più grazie all’internalizzazione di alcune tipologie di servizio oggi affidate a partner esterni (il principale è quello più volte annunciato degli spazzini, ndr) - spiega il presidente del cda di Aamps -. L’aumento del costo complessivo del personale è infatti palesemente inferiore ai risparmi conseguiti per l’effetto di questi investimenti».
Tre anni di investimenti, 15 di ammortamento. Perché il progetto decolli servirà tempo: per i progetti più semplici (come il porta a porta a Montenero e Collinaia) basteranno pochi mesi, per gli altri (ricleria, rifabbrica, impianto di compostaggio) serviranno due, tre anni tra autorizzazioni, costruzione degli impianti, avviamento. «Immaginiamo gli investimenti nell'arco del quadriennio 2016-2019 - dice Iacomelli -. Occorre mettere in evidenza che gli effetti sul conto economico della società si traducono in un risparmio diretto dei costi diretti di 5,3 milioni permettendo il raggiungimento un margine operativo lordo di 9,9 milioni». Anche sui costi del personale Iacomelli snocciola numeri: «L'incremento del costo del personale è più che coperto dal risparmio dei costi diretti, derivante da una internalizzazione delle spese per servizi esterni, facendo aumentare notevolmente la redditività - scrive nel piano -. L'ammontare delle spese del personale nell'arco degli anni 2016-2019 ammonta a 3,6 milioni di euro. L’investimento complessivo è di 27.4 milioni, il piano di ammortamento è compreso fra i 10 e 15 anni. La redditività complessiva del progetto al 2019 si attesta intorno al 58% l’effetto di questi investimenti». Ora sta al consiglio comunale valutare e decidere quale strada far percorrere all’azienda Aamps.
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