Gioco
Gli Orti urbani sul palco «Basta cementificazione»
Corteo a Effetto Venezia, fino a piazza del Luogo Pio: «Il Comune revochi o non conceda le licenze edilizie». Nogarin: «Sono su una proprietà privata»
LIVORNO. Dopo i lavoratori, il comitato degli Orti urbani: un centinaio di persone in maglietta verde ha sfilato per le vie di Effetto Venezia nell'ultima giornata della kermesse, domenica sera. Giovani, anziani, bambini, tutti uniti per ribadire il no alla cementificazione e lo stop alle nuove costruzioni.
Come Aurora Trotta, 16 anni, che agli orti di via Goito ha trovato una dimensione di socialità e lavoro solidale che, a suo dire, difficilmente si trovano altrove. Perché agli Orti Urbani – ripete – non solo si coltiva, ma si fa teatro, si cucina, si organizzano attività per i bambini. Tutto, insomma, ma non le case.
Lo ripete Giovanni Ceraolo, membro degli orti e leader del comitato livornese per il diritto alla casa: «A Livorno ci sono oltre 4.000 appartamenti sfitti, che senso ha continuare a costruire sottraendo terreno fertile alla popolazione? Ci chiedono perché rifiutiamo la proposta di spostarci in un'area anche più grande ma extraurbana: il punto non è dove costruire, noi vogliamo che non si costruisca più».
«Gli orti urbani devono stare in città, rappresentano un polmone verde fondamentale per il centro e non solo un giochino per chi lì ha trovato un appezzamento di terra da coltivare – dicono i manifestanti mentre il corteo procede da piazza Cavallotti al Comune – il senso è proprio quello di avere l'orto sotto casa e incrementare il verde cittadino».
Insomma, non sembra possano esserci vie di mezzo: per il comitato il no allo sgombero degli orti urbani è netto.
E netta è anche la critica all'amministrazione, alla quale viene chiesto di dare seguito con azioni concrete alla politica “cementificazione zero” annunciata dai 5 Stelle in campagna elettorale: «L'amministrazione non conceda oppure revochi la licenza edilizia», chiedono dal corteo riferendosi all’area privata dove sono stati realizzati gli orti. Non solo: «Nessun discorso – intervengono pubblicamente – è stato portato avanti sul verde urbano e l’amministrazione non si è espressa sul nostro progetto politico e sulla creazione di uno sportello per il censimento di aree in stato di abbandono nel territorio urbano livornese».
I manifestanti vogliono farsi vedere, far conoscere i sei ettari di terreno che vanno da via Goito a piazza Villa Chayes: «È per questo che siamo qui», dicono, smentendo di essere venuti a conoscenza di nuove iniziative del Comune o della proprietà: «Solo la Clc è venuta a controllare un po' più spesso, qualche settimana fa, ma tutto tace».
Il corteo arriva fino a piazza del Luogo Pio e i manifestanti salgono sul palco improvvisando un comizio davanti alle migliaia di persone che stanno aspettando lo spettacolo di chiusura della kermesse. Tra loro, seduto in terra in prima fila, anche il sindaco Filippo Nogarin: «Una manifestazione a Effetto Venezia? Ben venga, è quello che ci auguriamo come amministrazione – dice sorridendo – del resto se è stata possibile è solo grazie alla giunta che ha dato il permesso». Ma è proprio di immobilismo che il comitato accusa la giunta. Incalzato su questo il sindaco chiosa: «Ma sono su una proprietà privata».
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