Attenzione
A rischio i 13 dipendenti di Confcommercio
Da sei mesi senza stipendio, ora potrebbero restare fuori dalla nuova società. I sindacati: «L’associazione li riassuma tutti»
LIVORNO. Nel caos Confcommercio c’è una partita più delicata di tutte le altre. E’ quella che riguarda i 38 lavoratori che oggi orbitano intorno all’associazione.
25 di questi sono al sicuro, in quanto dipendenti di Ciol, il centro impresa online che continuerà a fornire i servizi anche alla nuova Confcommercio del presidente Andrea Palumbo.
Ben diversa è invece la situazione dei 13 assunti da alcune società e associazioni satelliti dell’Unione Commercio e Turismo guidata da Giannantonio Cesari, che fino a due settimane fa rappresentava Confcommercio a Livorno prima di essere sfiduciata e privata del marchio.
Qual è il loro destino? «Devono essere riassunti dalla nuova associazione», chiedono i sindacati. Ma ad ora la Confcommercio regionale - che sta tirando le fila di tutta l’operazione - è di un’opinione ben diversa e non ha alcuna intenzione di farli salire sulla propria barca. «Potremo prenderne alcuni in posizioni defilate - dicono da Firenze - ma la selezione del personale vogliamo farla noi e per rilanciare l’associazione vogliamo garantirci le migliori risorse del territorio, non nomi imposti o ereditati da altri».
Una posizione chiara, che arriva in una situazione già molto complicata: perché quei 13 lavoratori da sei mesi non riscuotono lo stipendio.
«Ma sono otto anni che per loro ci troviamo a gestire ammortizzatori sociali e difficoltà quotidiane - sbotta Pieralba Fraddanni, Filcams Cgil -. Tutti i problemi che nel tempo si sono accumulati su Confcommercio Livorno sono caduti sulle spalle di queste persone. A noi non interessano le diatribe interne all’associazione, interessa il futuro di queste persone che non possono essere lasciate in strada. E’ per questo che chiediamo un incontro urgente a Confcommercio Toscana: i livelli occupazionali devono rimanere identici nel numero e nei nomi delle persone. Non possiamo tollerare che questi lavoratori restino senza un’occupazione».
E Antonio Maglione, della Fisascat Cisl, ribadisce: «Prendiamo atto del terremoto che ha investito la Confcommercio livornese con l'azzeramento dei vertici e la nascita di un comitato promotore. A noi può fare solo piacere scoprire che nelle categorie commerciali livornesi si registri una vitalità radicata, ma noi abbiamo un problema più urgente e cioè la sorte dei 13 lavoratori attualmente occupati. Queste persone - sottolinea Maglione - in questi ultimi tempi hanno affrontato una riduzione del reddito tutto in funzione di un obiettivo: salvaguardare la loro occupazione e la Confcommercio».
Come dire: il sacrificio fatto in questi mesi e in questi anni dai 13 dipendenti dell’Unione in qualche modo deve pur essere ripagato. «Oggi per noi esistono una sola soluzione - aggiunge Fraddanni, Cgil -: considerare tutti i lavoratori dipendenti della struttura e riassumerli. Se invece dovessero arrivare le lettere di licenziamento, sappiano le associazioni interessate che queste saranno da noi contestate. Confccommercio Toscana deve assolutamente convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali per avviare un confronto sull'utilizzo del personale attualmente in forza».
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