Il Tirreno

Livorno

Sparatoria a Lido, caccia ai “vacanzieri” del crimine

Donatella Francesconi
Le forze dell'ordine a caccia dei malviventi, nel riquadro l'arrestato Angelo Riviera
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Le forze dell'ordine a caccia dei malviventi, nel riquadro l'arrestato Angelo Riviera

Chi sono i Riviera, da Torino in Versilia per razziare le ville. La polizia ancora sulle tracce dei due fuggitivi

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LIDO DI CAMAIORE. La volontà è quella di prenderli presto, tutti e due i fuggitivi, forse parenti di Angelo Riviera, 43 anni, rimasto nelle mani dei poliziotti dopo l’inseguimento sul viale a Mare di Lido - sabato 1 - e contorno di spari tra la folla terrorizzata. Commissariato di Viareggio, e le Squadre Mobili di Lucca e Massa non mollano la presa, ma il silenzio è d’obbligo. Anche perché tra le indiscrezioni che circolano c’è quella che al terzetto le forze dell’ordine stesso dietro da un po’. Perché è probabile che siano gli stessi che hanno sparato a Massa nei giorni scorsi. Ma anche perché c’era un’attività di indagine in corso su gruppi criminali che si muovono in ambito pluriregionale e a “cavallo” tra più province.

Nell’auto utilizzata dai tre malviventi sono stati ritrovati denaro, monili, orologi, attrezzi da scasso, guanti, ricetrasmittenti, uno scanner sulle cui frequenze seguire le mosse delle forze di polizia. Tutto materiale al vaglio degli inquirenti e che dovrà essere confrontato con le denunce di furto più recenti per risalire ai proprietari e ricostruire così la ragnatela degli spostamenti del terzetto. I cui componenti potrebbero non essere volti nuovi per la Versilia. Dieci anni fa, infatti, in un inseguimento lungo Viale Apua a Pietrasanta, con sparatoria, venne individuato proprio un Angelo Riviera. Nessuna conferma ufficiale sul fatto che si tratti della stessa persona arrestata sabato mattina, dopo la colluttazione con gli agenti, ma indiscrezioni indicano che si può fare due più due.

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Criminalità fatta in casa, dunque. Italiani appartenenti al gruppo di nomadi Sinti che di nomade ormai ha solo il pendolarismo del reato. I Riviera sono una famiglia storica tra i gruppi Sinti che in Piemonte si sono insediati fin dal 1400. Famiglia il cui nome ricorre a più riprese nelle cronache giudiziarie del Nord Italia. Nel 2009 una maxi operazione della polizia in provincia di Torino porta al sequestro del tesoro di quello che viene definito come un vero e proprio «cartello della truffa». Ville, appartamenti di lusso, auto di grossa cilindrata e numerosi conti correnti, tutto nella disponibilità di due note famiglie di nomadi sinti, una delle quali è quella dei Riviera-Diglaudi di Montalenghe. Un patrimonio stimato in oltre 15 milioni di euro, tirati su raggirando chiunque finisse tra le mani dei truffatori. Centinaia le vittime raggirate da finti poliziotti e carabinieri, altrettanto finti impiegati delle poste o dell’acquedotto.

Una tecnica che i tre protagonisti dell’inseguimento finito contromano sul viale a Mare dell’ora di punta, con il rischio di uccidere qualcuno, molto probabilmente stavano riproponendo proprio in Versilia. Dove da qualche giorno - come segnalato dal “Tirreno” - si presentavano fantomatici addetti Enel che riuscivano a farsi pagare per altrettanto fantomatiche verifiche ai contatori. Un’attività che potrebbe essere servita ai malviventi per individuare il bersaglio preciso dove mettere a segno il colpo che avrebbe davvero fruttato. Magari proprio nella villa di Lido dove sono stati intercettati dalla Volante del commissariato di Viareggio, mentre si aggiravano con indosso una pettorina ed una parrucca.

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Un modus operandi che i Riviera avevano già utilizzato, come ha messo in luce nei primi anni Duemila l’inchiesta “Team storm» della Procura di Verbania, condotta da carabinieri e polizia al lavoro per mesi sulle denunce degli anziani che si ripetevano, una dietro l’altra e che sono identiche a quella raccolte dal “Tirreno” in questi giorni: “Signora, lei ha pagato troppo di luce, dobbiamo leggere il contatore per il rimborso...».

Un’operazione che portò ad undici arresti di altrettante persone, tutte appartenenti alle famiglie Sinti più in vista in Piemonte, Riviera compresi. Che vede tra i suoi componenti anche l’uomo arrestato a Lido, oggi in carcere a San Giorgio con l’accusa di tentato omicidio, resistenza, danneggiamento aggravato.

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di Redazione web