La protesta
Medici a processo per le ricette costose arriva il super perito
Al centro del procedimento davanti alla Corte dei Conti le prescrizioni di farmaci di marca e il presunto danno all’Asl
LIVORNO. Toccherà a un super perito e all’istituto superiore della Sanità decidere se cinque medici livornesi abbiano o meno provocato un danno al servizio sanitario prescrivendo ai loro pazienti farmaci di marca invece di quelli generici.
È dalla discrepanza tra numeri e percentuali nelle ricette che nel 2013 era iniziata l’indagine e poi la segnalazione alla Corte dei Conti di diversi medici di famiglia della provincia di Livorno - gli avvocati parlavano di trenta, l’ordine di quattro. Dall’indagine iniziale sono cinque ora i medici a processo, tirati in ballo da un rapporto dei carabinieri del Nas che riguarda gli anni 2009, 2010 e 2011.
A distanza di oltre un anno i giudice si sono pronunciati sulla richiesta di condanna (discussa alla udienza del 10 dicembre 2014) di alcuni medici livornesi per avere prescritto ai propri pazienti dal 2009 al 2011 farmaci con brevetto ancora in corso di validità piuttosto che quelli cosiddetti “generici”, aventi un costo minore, in misura superiore ai volumi medi elaborati dalla Asl su parametri indicati dalla giunta regionale.
La Corte, con ordinanza del 15 maggio, ma di cui si è avuta parziale conoscenza soltanto in questi giorni in quanto gli ufficiali giudiziari non l'hanno ancora notificata a tutti i difensori, ha deciso di acquisire una consulenza tecnica di ufficio per sciogliere il seguente di dubbio.
«Indichi il Consulente del giudice - si legge - a fronte delle discordanti opinioni, se le prescrizioni farmacologiche in contestazione effettuate dai medici fossero da ritenersi oltre che pertinenti ed appropriate, anche indispensabili, secondo criteri di ordinaria scienza medica, per la cura delle patologie dei relativi pazienti». E per questo ha ordinato la trasmissione di tutti gli atti all'Istituto Superiore di Sanità affinché provveda a rispondere al quesito.
La Corte ha pertanto nella sostanza accolto le tesi dei difensori, avvocati Antonio Bellesi di Livorno, Zani di Firenze e Antinucci di Roma. «Avevamo contestato - spiegano - la tesi della Procura di fondare la responsabilità per colpa grave dei medici sulla base del solo scostamento dalle medie statistiche regionali relative alla prescrizione dei suddetti farmaci, senza tenere conto che ogni medico ha una platea di pazienti diversa e particolare che comporta per il sanitario il dovere di prescrivere il farmaco che ritiene più appropriato per ogni singolo caso che ha le proprie peculiarità».
In definitiva la Corte ha ritenuto di non poter emettere la sentenza di immediata condanna richiesta dalla procura soltanto sulla base dello scostamento delle prescrizioni di cinque categorie di farmaci rispetto ai calcoli statistici elaborati dalla Asl e ha pertanto disposto un accertamento dell'operato concreto di ogni singolo medico nei confronti dei pazienti cui si riferivano le prescrizioni contestate come eccessive sulla base delle risultanze di un programma informatico utilizzato per il calcolo dei citati astratti parametri statistici.
Ecco perché la Corte ha assegnato all'Istituto Superiore di Sanità una serie di termini per procedere alle operazioni di indagine in contraddittorio con i medici ed i loro periti di parte.
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