Il ponte chiuso anche per Effetto Venezia
Livorno, la decisione presa da Port Authority per permettere il passaggio dei tour nei fossi. «Ma stiamo ancora aspettando il parere del Comune»
LIVORNO. Doveva essere il collegamento per unire la città con il suo monumento più bello e più antico, per fare della Fortezza Vecchia un unicum con il centro, due minuti a piedi dal palazzo dei Portuali, cinque dai Quattro Mori. Poi - dopo le contestazioni del popolo delle barchette - l’amministrazione aveva deciso (intanto) di rendere utilizzabile l’ormai famoso ponticello mobile soltanto in occasione degli eventi.
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Si penserà: e quale miglior evento se non Effetto Venezia per poter sfruttare quella piccola infrastruttura in legno costata quasi 200mila euro, di cui si parla da tre anni, installata e pronta all’uso da novembre 2014, inaugurata due mesi fa e praticamente mai usata? Così tutti si aspettavano di poter finalmente entrare nel fortilizio mediceo camminando come sospesi sopra i fossi che portano in Darsena Vecchia e da lì accedere al meraviglioso Cortile delle Armi, per assistere sulla Canaviglia a Cavalleria Rusticana o nella sala Ferretti agli incontri con l’autore di Simone Lenzi o semplicemente per godersi la magia di una notte d’estate in Fortezza senza esser costretti a salire e scendere il ponte di Santa Trinita, infilarsi nel traffico, attraversare il parcheggio, entrare in porto e dopo un po’ sbucare nel bastione.
E invece anche stavolta il ponticello mobile è rimasto chiuso, inaccessibile, e per entrare in Fortezza Vecchia nei cinque giorni della kermesse, il popolo di Effetto Venezia ha dovuto farsi il solito, scomodo, per niente romantico giro dell’oca.
E così la storia del ponte, che secondo l’amministrazione Cosimi doveva essere inaugurato per Effetto Venezia 2014 (ma l’opera arrivò a settembre), si è allungata di un altro capitolo.
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Il motivo della chiusura del ponte anche per questa edizione lo spieghiamo subito: è stato deciso di dare priorità alle barche che durante la manifestazione effettuano i tour intorno ai fossi e che avrebbero avuto bisogno di un’apertura del passaggio ogni venti minuti. Ci scrivono alcuni lettori: vista la brevità della festa e visto che si trattava di tre o quattro ore a sera, non si poteva tenere un dipendente ad aprire e chiudere il ponte al passaggio delle barche? Oppure: non si poteva chiedere all’associazione che gestisce i tour in battello di programmare diversamente i suoi orari?
Evidentemente no. Ma la telenovela non finisce qui. Perché - al di là della condivisione o meno delle priorità tra barche e ponticello - esplode l’ennesimo caso di non comunicazione tra palazzo civico e Autorità Portuale.
Dal municipio evidenziano che la responsabilità della scelta spettava all’Autorità Portuale, che deve gestire l’apertura e la chiusura del ponticello. Ma da palazzo Rosciano sostengono che sì, la decisione di non rendere utilizzabile il ponte l’hanno presa loro su richiesta dell’associazione che gestisce il tour dei battelli. Ma aggiungono che davanti a tale richiesta avevano inviato al Comune un quesito per avere indicazioni su come comportarsi. «Peccato che non c’abbiano mai mandato alcuna risposta», spiegano dalla sede di Port Authority. «E così abbiamo deciso in autonomia, tenendo il ponte chiuso, sebbene - aggiungono - ancora non ci sia un protocollo d’intesa che regoli il funzionamento del ponte e definisca i compiti. In realtà il protocollo ci sarebbe e l’abbiamo inviato a palazzo civico il 17 luglio. Ma ha fatto la stessa fine della richiesta se dare priorità alle barche o all’uso del ponte: non è mai tornato indietro».
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