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Via libera della Regione, Masol ora può partire

Via libera della Regione, Masol ora può partire

Firenze dice sì agli indonesiani per la valutazione di impatto ambientale È il passo decisivo verso l’investimento da 55 milioni di euro in porto

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LIVORNO. Mancava il via libera della Regione sull’impatto ambientale ed è arrivato. Ora l’operazione Masol potrà procedere più velocemente. E l’investimento sul nostro porto da 55 milioni annunciato dalla compagnia indonesiana dovrebbe finalmente prendere il via.

Il passo decisivo è stato compiuto ieri a Firenze con l’autorizzazione alla terza linea di produzione biodiesel nello stabilimento Masol Continental. La giunta ha approvato il parere per la valutazione di impatto ambientale e l'autorizzazione integrata ambientale di competenza statale.

Il progetto dunque si può fare: un investimento in più fasi, di cui la terza linea è solo la prima, e che complessivamente vale 55 milioni di euro e una quarantina di nuovi posti di lavoro oltre ai 29 salvati della ex Novaol.

L'impianto che si affaccia sul porto, in era stato infatti rilevato alcuni anni fa dalla Masol, controllata del gruppo indonesiano che ha ottenuto in concessione dall'autorità portuale 10 mila metri quadri in concessione per trent'anni. In ballo c'era un corposo piano di investimenti, ma prima occorreva ristrutturare e potenziare l'impianto di biodiesel.

La costruzione della terza linea di produzione sta all'interno dei piani annunciati. Ma è prevista anche la realizzazione di una nuova raffineria di oli vegetali (sempre nel perimetro industriale della darsena livornese) e un terzo investimento per la produzione di surrogati alimentari derivati sempre da oli vegetali.

L'investimento della Masol si inserisce peraltro nel quadro di un'intesa a tre, tra Regione, Ministero per lo sviluppo economico ed Istituto per il commercio esterno, firmata ad aprile e che prevede un gioco di squadra coordinato per attrarre e supportare gli investimenti di imprese estere in Toscana.

Due anni fa Masol aveva acquistato lo stabilimento Novaol di via Leonardo Da Vinci, e proprio da qui il gruppo specializzato nella lavorazione dell'olio di palma dovrebbe partire con la prima fase del piano industriale. Infatti, come spiegavano a gennaio i vertici Masol, «occorre ristrutturare e potenziare l'impianto di biodiesel», dopodiché si passerà alla fase successiva, che vedrà coinvolta proprio l'area ottenuta da Palazzo Rosciano, quartier generale dell'istituzione portuale guidata da Giuliano Gallanti. «Sarà un polmone di stoccaggio - annunciava l’amministratore delegato - e grazie a una conduttura permetteremo alle navi di scaricare il materiale fino allo stabilimento ex Novaol».

«Livorno ha una posizione strategica che attira molto, inutile dirlo, è anche per questo che abbiamo aspettato tutto questo tempo». Adesso l’attesa dovrebbe essere terminata.

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