Il Tirreno

Livorno

«La concorrenza non siamo noi»

«La concorrenza non siamo noi»

Il patron della “sagra del cunigliolo” (S. Miniato): i ristoratori dovrebbero prendersela con i bar che fanno primi e secondi

3 MINUTI DI LETTURA





«Non ho dubbi. Anch’io sono d’accordo sul fatto che questi appuntamenti devono essere dedicati al prodotto del luogo e del momento. Ma penso anche che un ristoratore che si fa fare concorrenza da una sagra farebbe meglio a cambiare mestiere». Non usa certo giri di parole Tiberio Mannaioni, uno che di appuntamenti gastronomici alternativi se ne intende davvero: sotto il grande tendone piazzato a La Serra, nel territorio comunale di San Miniato, organizza infatti alcuni degli appuntamenti più importanti della Toscana centrale, da quello dedicato al cunigliolo (il coniglio) fritto al tartufo, dall’olio novo alla degustazione del fiore di zucca, fritto anche lui. In sostanza, potremmo parlare di un vero e proprio “sagrificio”, tra l’altro molto ben organizzato ed anche parecchio frequentato.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11862511:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/07/31/news/gli-osti-basta-con-certe-sagre-1.11862511]]Insomma, mi sembra chiaro che non vi sentite certamente al limite della legalità.

«Noi non facciamo ristorazione vera e propria perché ogni appuntamento è dedicato al prodotto tipico locale, quello che potremmo chiamare a chilometro zero, e di conseguenza non vedo perché un ristoratore tradizionale se la debba prendere con noi. Prendiamo ad esempio la sagra del cunigliolo: oltre al piatto principale noi prepariamo una sola alternativa che poi è la bistecca, e questo mentre tutte le altre sagre propongono un menù completo. E poi ai ristoratori che ogni anno, quando si arriva in questo periodo, ci attaccano, voglio dire alcune cose, a cominciare dal fatto che la vera concorrenza non siamo noi».

Secondo lei chi sono quindi i loro veri nemici?

«Mi sto riferendo innanzitutto al “quotidiano” e cioè ai bar che fanno i primi ed i secondi in cui vanno tutti quelli che lavorano. Ma non dimentichiamoci anche dei catering che organizzano i matrimoni nelle ville e degli agriturismi che si dedicano alla ristorazione. Poi se la rifanno con chi organizza una vera sagra...».

I ristoratori dicono che godete di agevolazioni che a loro non sono consentite.

«Innanzitutto, c’è da dire che chi organizza queste cose offre anche lavoro a tanta gente. E poi è falso che non paghiamo le tasse: c’è l’Iva sugli acquisti, c’è quella che va versata quando si riempie la dichiarazione di incasso. Ma adesso ci accusano anche del fatto che le sagre sono diventate care».

È veramente così?

«Se siamo davvero così cari come prezzi, vuol dire che da noi si mangia bene, cosa anche questa vera perché usiamo prodotti freschi e di prima qualità. Ma vorrebbe anche dire che non facciamo concorrenza, almeno in fatto di conto finale».

Anche la crisi ha fatto la sua parte.

«In questi anni molti si sono improvvisato ristoratori: quanti hanno aperto per poi chiudere dopo pochissimo tempo? E poi c’è un’altra cosa e cioè che a La Serra i ristoranti vanno in ferie tutti insieme. A agosto senza le nostre sagre andremmo tutti a letto insieme alle galline».(s.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web